Raddoppiati i prestiti in sofferenza
Quasi 700 milioni di crediti rischiano di non poter essere restituiti
PISTOIA. Il rapporto tra banche e imprese (ma anche tra banche e famiglie) sta diventando sempre più difficile. Lo dicono gli operatori (vedi articolo a fianco) ma lo dicono soprattutto i numeri, e non da adesso.
L’ultima ricerca targata Ires (L’istituto regionale vicino alla Cgil) sulla realtà economica pistoiese è impietosa: l’ammontare dei crediti in sofferenza, quelli cioé di quasi impossibile restituzione viste le condizioni del debitore, sono saliti da poco più di 300 milioni nel 2009 a quasi 700 alla fine dello scorso anno, con una crescita del 115 per cento. Parte di questa crescita è legata anche al numero dei debitori: seimila a fine 2011, con una lievitazione in tre anni del 59%.
A fronte di questa situazione estremamente difficile, le banche cosa fanno? La chiusura dei rubinetti è la reazione che gli imprenditori sono soliti lamentare e in effetti l’Ires rileva che nel settore dei servizi la crescita degli impieghi si è fermata allo 0,2% (2.591 in totale). Nell’edilizia addirittura si ha una crescita negativa del 5,7% (il totale qui si è fermato a 634 milioni). Nell’industria in senso lato, invece, gli impieghi sono cresciuti del 4,2%, toccando i 1.291 miliardi nel dicembre 2011.
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