Il Tirreno

Pistoia

Appaltopoli, il pm mette in cassaforte le rivelazioni dei costruttori Diddi

Ha chiesto l’incidente probatorio, udienza dopo il 20 agosto

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Su cosa padre e figlio abbiano detto al pm nel corso dei loro interminabili interrogatori permane il più stretto riserbo. Ma una cosa è certa: si tratta di elementi che la procura considera estremamente importanti in vista del futuro processo. Prove evidentemente pesanti che la pubblica accusa non vuole correre il rischio di perdere e che potrebbero aver dato nuovamente vigore all’inchiesta Untouchables, che l’11 giugno scorso portò in carcere e ai domiciliari 23 tra imprenditori e funzionari pubblici. Forse ammissioni e chiamate in correità di altri indagati. Fatto sta che il sostituto procuratore Francesco Sottosanti, titolare delle indagini sugli appalti truccati, ha chiesto l’incidente probatorio affinché le dichiarazioni di Carlo Alberto Diddi, decano degli imprenditori edili pistoiesi, e del figlio Cristian, entrambi agli arresti domiciliari, vengano messe nero su bianco davanti al giudice delle indagini preliminari. Ciò che i due hanno “rivelato” al pubblico ministero durante il doppio interrogatorio fiume che si è protratto per almeno una dozzina di ore nelle stanze della procura tra il 26 e il 27 luglio scorso, saranno chiamati a ripeterlo davanti al gip, rispondendo (l’udienza sarà dopo il 20 agosto) alle domande incrociate della pubblica accusa e dei difensori di tutti gli indagati, come avviene normalmente in un normale dibattimento. Il tutto potrà essere poi utilizzato come prova nel futuro processo, senza più il timore che da qui al momento del dibattimento (non è escluso che possano passare degli anni) questa testimonianza, per una qualsiasi ragione, possa essere compromessa.

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