Il Tirreno

Pistoia

«Ammanco, mai negata la relazione Eller»

«Ammanco, mai negata la relazione Eller»

Dopo che il Tirreno l’ha resa pubblica, Fratoni replica al comitato: «Attendevo la fine delle indagini»

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SAN MARCELLO. «Appreso che la relazione è stata consegnata da ignoti al quotidiano il Tirreno e che è ad oggi disponibile, voglio ribadire che il ruolo di commissario che mi è stato affidato impone una rigorosa osservazione delle procedure di legge, per evitare di inficiare il lavoro degli organi inquirenti».

La presidente della Provincia, e commissario della Comunità Montana, Federica Fratoni, risponde alla presidente del Comitato recupero ammanco, Graziella Cimeli. «L’accesso agli atti richiesto dal comitato, nello specifico alla relazione del dott. Eller - precisa Fratoni - non è stato negato, ma semplicemente differito alla conclusione delle indagini, come previsto dalla legge e ben riportato nella mia risposta. Una decisione volta, prima di tutto, a tutelare e supportare il prezioso quanto complesso lavoro che la Procura sta portando avanti.

Il caso vuole, peraltro, che il dott Eller abbia svolto contemporaneamente il ruolo di consulente sia per la giunta della Comunità Montana che per la magistratura, fattispecie questa che certamente impone un particolare scrupolo nella divulgazione della documentazione prodotta. Ritengo che proprio un comitato, nato con la nobile finalità di recuperare l'ammanco, dovrebbe per primo comprendere e sostenere certe valutazioni. O forse - afferma Fratoni - ritiene di doversi sostituire ai giudici?».

È palese tuttavia, prosegue Fratoni, che il comitato al momento della richiesta disponeva già della relazione. «Rispetto alla quale non ho da "leggere oltre le righe": le facili strumentalizzazioni sono nemiche della verità, che, per essere accertata, necessita di dati oggettivi e analisi inconfutabili, alle quali ognuno di noi dovrebbe sempre attenersi. Francamente in questa vicenda mancano ad oggi, nonostante il tempo trascorso, sia gli uni che le altre, a partire da una quantificazione puntuale del danno procurato.

È il motivo per cui mi sono permessa di avanzare nel corso di un dibattito pubblico una stima assolutamente approssimativa, basandomi esclusivamente sulla mia esperienza professionale e su poche, elementari considerazioni, ovvero l'entità complessiva del bilancio dell'ente, piuttosto contenuta e il fatto che ad oggi non risultano sussistere debiti verso terzi particolarmente ingenti e soprattutto non conosciuti da parte della struttura.

Con questo non è mia intenzione ridimensionare la vicenda; semmai è utile evitare di "far di tutta l'erba un fascio", operando una necessaria distinzione fra chi ha commesso un reato e coloro i quali in Comunità Montana hanno lavorato e continuano a lavorare per il bene comune».

«Non dimentichiamo - sostiene il commissario - che nel corso del tempo l'ente ha rappresentato per i Comuni della montagna uno veicolo straordinario di risorse, progetti e interventi. Questo avevano compreso i consigli di ben cinque Comuni, quando hanno votato, con maggioranze qualificate di oltre due terzi, a favore della trasformazione in Unione. È notizia di questi giorni che molti pareri sinora negativi verso l'Unione dei Comuni, si sono tramutati in positivi, cogliendo il forte segnale che viene da un'espressione democratica di una volontà diffusa che deve essere ripresa con forza dai sindaci, a maggior ragione ora che la Provincia è al centro di un processo di profonda revisione.

Spero vivamente che anche codesto comitato vorrà offrire un contributo positivo a questo dibattito.

Per quanto riguarda la mia attività di commissario dichiaro fin d'ora la piena disponibilità nel tenere aggiornati i membri del comitato come chiunque altro. Non perché io ne tragga una convenienza, come voi asserite, ma perché è un preciso compito di chi amministra, al quale intendo convintamene ottemperare».

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