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Pistoia

Consumi in calo, al collasso i negozi

Consumi in calo, al collasso i negozi

Drammatici i dati della Confcommercio. «Se non viene ridata capacità di spesa alla clientela per molti sarà la fine»

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PISTOIA. Arriva dalla Confcommercio la conferma dei segnali che già si potevano evincere dal crescente numero di negozi chiusi, anche nelle zone principali del centro storico: per il commercio è crisi nera.

Cinque anni (dal 2009 e la ripresa è prevista solo dal 2014) di recessione con conseguente calo dei consumi hanno messo il comparto davvero in ginocchio.

«La nostra associazione – spiega Tiziano Tempestini, direttore della Confcommercio – ritiene che si debba tornare alla fine degli anni Trenta per ritrovare un perido così drammatico per i negozi. Anche per la Toscana, e quindi per la nostra provincia, è previsto quest’anno un ulteriore calo dei consumi del 2,3%. Le stangate del governo, l’aumento della benzina, le tasse regionali in arrivo per sanità e mobilità e la gran quantità di balzelli tolgono alla gente la possibilità di fare acquisti. Per i commercianti è un dramma, che va ad unirsi ad un già difficile rapporto con enti locali e burocrazia in genere per la gestione ordinaria ed eventuali investimenti».

A Pistoia insomma siamo davvero all’emergenza come, chiusure a parte, dimostrano anche le tante ristrutturazioni in corso pure nelle aziende più solide e il crescente ricorso alla cassa integrazione anche per attività di piccole dimensioni.

«Fino al dicembre del 2012 – aggiunge Tempestini – i commercianti in qualche modo hanno retto, ma ora sono in grande difficoltà anche per pagare fornitori, stipendi, affitti, tasse balzelli vari. Il quadro è nero soprattutto nel settore non alimentare e si profilano conseguenze gravi anche per l’occupazione. Deve finire questa politica che toglie alla gente ogni capacità di spesa, altrimenti non ci sarà via di uscita».

Pistoia, a differenza di città d’arte vicine, come Lucca, non riesce nemmeno a trarre dal turismo risorse che possano almeno attenuare la crisi locale, dove l’andamento dell’economia acuisce il calo dei consumi. Ormai è chiaro cosa occorre fare perché anche Pistoia diventi una città che trae dal flusso dei visitatori linfa vitale: migliori servizi e accoglienza, eventi di grande richiamo calendarizzati su tutto l’arco dell’anno, promozione mirata e molto anticipata. Il tutto affidato ad un soggetto unico in grado di coordinare e programmare le varie iniziative. In teoria tutti (associazioni, enti e operatori) sono d’accordo, nei fatti nulla cambia.

Nemmeno di fronte a dati come quelli indicati dalla Confcommercio.

«I consumi nel 2012 scenderanno del 2.8%, registrando così la caduta più forte dal dopoguerra – dice l’associazione –. La stretta sulle spese delle famiglie non farà altro che acuire la recessione. Si va verso un calo del Pil del 2.2% per l’anno in corso e dello 0.3% per il prossimo. Tutte stime riviste nettamente al ribasso rispetto a quanto indicato a fine marzo. Il peggioramento del quadro economico risulta evidente non solo sulle variazioni ma anche guardando al livello del prodotto interno lordo che, proprio durante l’estate, tocca i minimi storici.

«Il reddito reale pro capite degli italiani è calato di circa 1.800 euro tra il 2002 e il 2012 (-9.8% reale a testa). Anche per il prossimo anno le stime vedono i consumi ancora in negativo (-0.8%) e secondo l’Ufficio Studi dell’organizzazione saranno circa 20.000 i negozi che scompariranno in Italia quest’anno».

Marco Innocenti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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