Il Tirreno

Pistoia

Kit contro l’infarto in piazza a Piteglio

di Michele Galardini
Kit contro l’infarto in piazza a Piteglio

Attiva la postazione di defibrillazione telecontrollata dal 118 25 residenti hanno partecipato al corso di pronto intervento

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Salvare la vita ad una persona sarà facile come fare benzina al self service». Utilizza una metafora ardita Fabio Pronti, presidente dell’associazione Cuoriamoci Onlus, per descrivere il beneficio che gli abitanti di Piteglio potranno trarre dalla prima postazione defibrillazione tele-controllata realizzata in Toscana, attiva 24 ore su 24 e installata proprio nella piazza del paesino che conta poco più di 250 abitanti. Un primo passo affinché nei prossimi anni molti altri luoghi distanti da ambulatori e ospedali, adottino queste “stazioni salva vita”, vere e proprie cabine di pronto soccorso in grado, se utilizzate prontamente, di contenere la situazione di pericolo fin dai primi minuti. Un progetto nato dall’impegno di Cuoriamoci, della Pro Loco del Comune di Piteglio e dei paesani che hanno materialmente contribuito alla costruzione dell’edicola che ora ospita il defibrillatore.

«L’aspetto più bello del nostro progetto – secondo Riccardo Maffucci, presidente della Pro Loco – è che 25 abitanti su 250 si siano offerti per seguire il corso organizzato da Cuoriamoci e che, dopo averlo superato brillantemente, ora sono capaci di utilizzare il defibrillatore». La postazione, che verrà inaugurata ufficialmente domenica alle ore 17, è tele-controllata a distanza dalla centrale del 118 di Pistoia e ha in dotazione un vero è proprio kit per la rianimazione cardiopolmonare a disposizione di chiunque si trovi di fronte ad una situazione di emergenza più o meno manifesta. Fra gli strumenti sanitari contenuti nella cassetta sono presenti garze sterili, un laccio emostatico, una pinza tiralingua, una pocket mask in pvc atossico e tre cannule Guedel. La postazione è dotata di un software specifico in grado di trasmettere 44 messaggi di allerta diversi e 6 test giornalieri; inoltre, invia un sms alla centrale operativa ogni volta che c’è un’emergenza. «In quelle zone – secondo Fabio Pronti – che non sono raggiungibili rapidamente dai mezzi di soccorso, diventa fondamentale avere a disposizione del personale sul posto che si renda operativo nel caso di un’emergenza tempo-dipendente come l’arresto cardiaco. È successo proprio il giorno in cui avevamo organizzato il corso di formazione in piazza: fortunatamente non si trattava di una situazione grave». Avere un defibrillatore a portata di mano e un operatore che sappia utilizzarlo può essere determinante per salvare la vita ad una persona poiché non sono pochi i casi di decesso dovuto al ritardo nel primo soccorso, come nel caso del calciatore del Livorno Piermario Morosini, spentosi sul terreno di gioco di una partita di serie B. «Non dobbiamo dimenticare – ha affermato il dottor Piero Paolini, responsabile del dipartimento emergenza e urgenza della Usl 3 – che questa patologia fa circa 60mila morti ogni anno in Italia, uno ogni mille abitanti, e che colpisce prevalentemente una fascia di età che si colloca poco sopra i cinquant’anni, anche in condizioni di apparente benessere del soggetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web