Italia
Troppo caos alla Casa del Popolo, protestano i residenti
PISTOIA. «Siamo esasperati. Non c’è rispetto e non c’è dialogo. E’ impossibile vivere così». La festa democratica del Pd e il circolo Arci, entrambi in zona ferrovia, hanno fatto perdere le staffe a...
PISTOIA. «Siamo esasperati. Non c’è rispetto e non c’è dialogo. E’ impossibile vivere così». La festa democratica del Pd e il circolo Arci, entrambi in zona ferrovia, hanno fatto perdere le staffe a 11 famiglie di Masotti. Il segretario comunale del partito, Daniele Fedi,consapevole dei disagi, invoca pazienza e sopportazione da parte del vicinato ma la gente è sul piede di guerra. «Abbiamo segnalato i problemi al comandante della Polizia Municipale e, ripetutamente, ai Carabinieri» spiega Novaro Menchi, residente nell’area della stazione. La finestra della sua cucina dà proprio sulla festa. A dividere la baldoria democratica – e gli approfondimenti amplificati con casse e microfoni – dalle case di via Vecchia Lucchese, è lo spazio di una carreggiata, e per giunta stretta. «Il disagio – precisa però il cittadino di Masotti – non c’è soltanto nel mese di festa: anche il resto dell’anno la situazione è pessima. Da quando ha aperto il circolo Arci, qui non si vive più». E d’altra parte, già nel dicembre 2010, l’allora capogruppo del centrosinistra, oggi assessore all’ambiente, Luca Santucci, a pochi giorni dall’inaugurazione della nuova Casa del Popolo, l’aveva detto. «Il circolo diventerà il fulcro aggregativo del paese. Qui – dichiarava al Tirreno un anno e mezzo fa – nascerà il nuovo centro di Masotti, un centro che finora è mancato». Alcuni cittadini però, Menchi in testa, stavano meglio prima. Da quando il bar e la pizzeria Arci hanno trovato una nuova vita nella zona della stazione, risorgendo dalle ceneri, oltre una decina di famiglie denunciano schiamazzi fino a tarda notte, soste selvagge e, soprattutto, mancanza di parcheggi. C’è addirittura chi, per assicurarsi un posto auto vicino casa, delimita l’area con qualche picchetto e un po’ di nastro segnaletico. «Il piazzale per la sosta pubblica – spiega Menchi – è completamente occupato dagli stand della festa. Per 38 giorni l’anno inoltre il circolo prende ben 8 posti con i tendoni del ristorante. E anche durante gli altri mesi, le cose non migliorano. Gli spazi per le macchine sono presi d’assalto dai frequentatori del bar e a noi restano le briciole». «Un parcheggio, se è pubblico, deve restare tale, perché è a servizio dei cittadini» commenta il consigliere Ermanno Bolognini (Serravalle Futura). La concentrazione di gente crea un tappo di automobili difficilmente tollerabile. «Parcheggiano ovunque: sui marciapiedi e nei posti degli invalidi» dice Menchi. Undici cittadini infatti, negli scorsi mesi, hanno presentato al sindaco Patrizio Mungai la lista dei problemi riscontrati in zona chiedendo posti auto riservati, anche a costo di pagare. Il confronto però, non ha dato i frutti sperati.
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