Il presidio
In vasca i giovani talenti ma senza piscine a norma
Nesti e compagni costretti ad allenarsi a Montecatini, ma soltanto in estate e al mattino, oppure in strutture inidonee come il Boario o il complesso Fedi
PISTOIA. Come si sente chiedere recentemente in un noto spot televisivo, cosa fa l’atleta olimpica Alice Nesti quando non nuota? Si allena… Ma certo non a Pistoia, priva di vere piscine. Tragica la situazione per i nuotatori pistoiesi, che per allenarsi sono costretti ad utilizzare l’impianto più vecchio della città, con una piscina lunga la metà del necessario e profonda tanto da far toccare i bimbi che ci sguazzano. E’ infatti la piscina Boario, della scuola Raffaello, che ospita Alice Nesti, atleta impegnata a Londra, e i suoi giovanissimi colleghi. A volte la nuotatrice utilizza anche il complesso della Fedi, un po’ meglio, ma anche quello privo dei requisiti necessari per le competizioni internazionali. Nonostante la mancanza di impianti idonei, la nostra città fa crescere tante altre speranze del nuoto, come Niccolò Bonacchi, di 18 anni, e Giulia Gabrielleschi, di 16, sui quali la federazione italiana sta investendo. Questi ragazzi ottengono risultati anche troppo buoni viste le possibilità che vengono loro offerte.
Massimiliano Lombardi, allenatore attualmente nella capitale inglese per seguire gli azzurri in vasca, non nasconde il suo disagio: «Durante la stagione invernale ci alleniamo nell’impianto più obsoleto della città. La vasca ha 5 corsie ed è lunga 25 metri invece di 50, che dire… Almeno è riempita con l’acqua – afferma sacarstico –. In estate andiamo alla piscina olimpica all’aperto di Montecatini, ma dobbiamo aspettare la fine dell’anno scolastico. Per di più possiamo usufruirne solo al mattino. Mi sono trovato a portare ai campionati europei ragazzi che si erano allenati solo 10 giorni nella vasca regolamentare. Uno di loro è arrivato addirittura terzo. Dato che la scorsa amministrazione non ci ha ascoltato, chiedo aiuto alla nuova».
Ma quali risultati potrebbero raggiungere questi ragazzi se fossero messi in condizione di allenarsi al meglio? La Provincia, da parte sua, si discolpa, e scarica sull’amministrazione comunale: «C’era il progetto di costruire una piscina idonea accanto all’impianto Silvano Fedi – dice Roberto Cappellini, assessore provinciale per lo sport e vicepresidente della Provincia – ma visti i tempi e i costi è stato messo da parte. Abbiamo altro a cui pensare, non sappiamo nemmeno se la nostra provincia esisterà l’anno prossimo. È il comune a doversene occupare». L’assessore comunale per lo sport, Mario Tuci, risponde: «Bisogna dare atto che la preparazione degli atleti ha dovuto scontrarsi con una situazione impiantistica non ottimale. Pistoia su questo fronte è rimasta indietro e sconta il fatto che gli impianti non siano stati costruiti quando le risorse pubbliche e private erano maggiori. È nostra intenzione affrontare seriamente la questione, già dai prossimi mesi lavoreremo per elaborare progetti di nuova impiantistica sportiva».
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