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Pistoia

Mobile, non convince il progetto per l’incubatore “Abitare l’arte”

di Beatrice Faragli
Mobile, non convince il progetto per l’incubatore “Abitare l’arte”

Per gli imprenditori della Piana l’iniziativa non è adeguata alla gravità della crisi del settore «Si propone una chirurgia estetica, ma serve una chemioterapia per salvare tante aziende»

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QUARRATA. Lo chiamano “incubatore” di imprese ma molti commercianti e produttori quarratini che gravitano intorno al settore dell’arredo non hanno capito chi sarà “incubato”, perché e, soprattutto, quale ritorno potrà avere il progetto per le aziende locali. Incertezza e malcontento hanno fatto la parte del leone nell’incontro con gli addetti ai lavori e le associazioni di categoria organizzato martedì pomeriggio a Villa La Màgia dall’assessore Stefano Lomi. Una ventina gli imprenditori presenti, seduti accanto ai rappresentanti di Confindustria, Confartigianato e Cna. Quest'ultima ha bocciato l’iniziativa, almeno nella sua forma attuale.

L’incubatore. A illustrare il progetto denominato “Abitare l’arte” è stata Irene Burroni, direttrice del Csm (Centro sperimentale del mobile) di Poggibonsi. Sarà proprio l’associazione consortile senese a gestire il laboratorio di design e innovazione previsto a Quarrata. L’incubatore sarà formato da 6 imprese di servizi e prodotti che verranno accolte negli spazi della villa medicea. Un bando stabilirà la sestina da "incubare". Ci potrà essere, ad esempio, chi si occupa di comunicazione, chi è esperto in e-commerce e chi in design del prodotto. Presentare un’idea innovativa è la condizione necessaria per accedere al progetto. L’iniziativa è finanziata per la durata di un triennio dalla Regione Toscana attraverso i Piuss (piani di sviluppo urbano sostenibile) con 240 mila euro complessivi.

Le reazioni. «Il progetto nacque in un momento in cui c’era bisogno di una chirurgia estetica a Quarrata. Oggi c’è bisogno di una chemioterapia». A parlare è Gianni Overi, titolare, insieme al fratello David, di Formitalia Group Spa. E’ stato lui, ormai 4 anni fa, a battezzare “Abitare l’arte” in collaborazione col Museo Pecci. L’idea era di avere uno spazio alla Màgia per metterci dentro artisti internazionali, creativi, designer che potessero prestare il proprio talento alle aziende d’area metropolitana attraverso stage e altre collaborazioni,direttamente all’interno delle ditte. Dopo aver conquistato l’interesse regionale, l’idea, denuncia Overi, sarebbe stata stravolta dal Csm e dal Comune. «E’ diventato un progetto condominiale, in cui l’azienda è un ostaggio inutile ma necessario» commenta l’imprenditore. «Sul progetto iniziale valeva la pena investire. Sull’attuale – dichiara inoltre Andrea Bargiacchi della Cna – no». « Quarrata sta morendo – incalza Giorgio Verdiani, rappresentante di mobili da decenni –. Le aziende schiantano. Viale Montalbano ormai è pieno di mostre chiuse e impolverate. Il problema è che i soldi vengono usati male». «Se non sono utili al territorio, i finanziamenti non andrebbero spesi» continua Luca Florenzi, del “Florenzi casa” ad Olmi. Polemiche anche per la riunione “bis” indetta da Lomi. Un incontro simile infatti era già stato organizzato il 26 aprile scorso dall’allora sindaco Sabrina Sergio Gori. In 3 mesi sembra pare che non ci siano stati passi in avanti. Tra i punti deboli del tessuto imprenditoriale locale segnalati dagli operatori del settore arredamenti durante l’incontro di martedì, sono infine emerse la comunicazione e la pubblicità: entrambe da sviluppare in area vasta per riportare gente nella “città del mobile”.

Incertezze. Nonostante le domande della platea, i dubbi restano senza risposta. Non è ancora chiaro, ad esempio, se le imprese “incubate” dovranno pagare un affitto. «I chiarimenti arriveranno con la stesura del bando – spiega l’assessore alle attività produttive Stefano Lomi -, che – precisa – verrà tarato proprio in base alle esigenze sottolineate dagli imprenditori. Come saranno investiti i 240 mila euro è ancora da decidere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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