Il Tirreno

Pistoia

Rapinati sotto casa da due banditi armati

di Massimo Donati
Rapinati sotto casa da due banditi armati

Anziani coniugi titolari di un supermercato minacciati con un coltello. La donna è stata colpita al volto da una gomitata

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PISTOIA. «Ero ancora seduta in macchina. È arrivato e ha cominciato a dire: “la borsa, la borsa, la borsa”. Ma chi sei, che vuoi, gli ho risposto. Poi ha tirato fuori il coltello e ha cominciato a tirare. Ho cercato di resistere, poi ho preso un colpo in faccia, forse una gomitata, e il manico della borsa si è rotto. Allora mi sono messa a urlare, a chiamare mio marito. Lui l’ha inseguito, gli ha strappato di testa il casco, ma non è riuscito a fermarlo. E scappato con i soldi sulla moto insieme a quell’altro che lo aspettava. È andata bene ma abbiamo rischiato grosso».

Mentre racconta , Lorena Tonini mostra gli evidenti lividi sul volto e sul braccio che testimoniano l’aggressione subita assieme al marito Leonello Baldi, giovedì sera, da due rapinatori armati di coltello, al ritorno a casa dopo una giornata di lavoro. Rispettivamente 72 e 75 anni, i due coniugi, da oltre un trentennio, sono i titolari del supermercato Conad Margherita e del vicino Bar Lorena che si trovano tra Bonelle e Ponte Stella, sulla via Montalbano, all’incrocio con via di Ramini. Come al solito, giovedì scorso, verso le otto di sera, hanno chiuso tutto e, saliti in auto, si sono diretti verso casa. E una volta arrivato sotto il loro palazzo, in via Udine, a Pistoia, hanno subito la rapina. Probabilmente i due banditi, che indossavano caschi integrali, li tenevano d’occhio da qualche giorno perché non li hanno seguiti fin lì dal supermercato ma, in sella alla loro moto, li hanno attesi sotto casa, come ha raccontato poi una vicina. Ne conoscevano quindi orari e spostamenti. Spento il motore, Leonello Baldi ha aperto la portiera ed è sceso di macchina avviandosi verso il portone.

« Era sempre giorno, saranno state le otto e venti – racconta la signora Lorena, toccandosi lo zigomo gonfio e il braccio sinistro segnato da un vasto livido che va dalla spalla a fin sotto il gomito – Mio marito è sceso, io ero ancora a sedere e mi sono vista arrivare questo qua con il casco in testa».

«Inizialmente credevo che fosse uno scherzo – aggiunge il marito Leonello – Mi sono visto passare davanti questo qua di corsa sul marciapiede e lì per lì pensavo che si trattasse di suo nipote, gli somigliava. O che scherzo gli fa? Mi sono detto. Poi ho sentito lei che urlava».«È venuto lì da me e ha cominciato a ripetere, sotto voce: “la borsa, la borsa, la borsa”. O chi sei, ma che vuoi? gli ho detto. E lui mi ha puntato contro il coltello e ha cominciato a tirarmi la borsa. Ho cercato di resistere perché pensavo ai soldi che avevo dentro: di solito non ne porto con me ma l’altra sera li avevo perché mi dovevano servire la mattina dopo per delle spese. Poi mi ha dato un colpo qua sotto l’occhio, forse con un gomito – prosegue mostrando l’occhio nero e lo zigomo tumefatto – e ho ceduto. Poi si è rotto il manico e lui è scappato con la borsa. Allora ho cominciato a urlare: Leonello, Leonello, la borsa, mi ha preso la borsa!».

A quel punto il marito ha capito che non si trattava di uno scherzo ed è corso dietro al rapinatore, verso la moto di grossa cilindrata in sella alla quale, con il motore acceso, stava aspettando il complice.

«Che cosa ho fatto? – spiega, con la rabbia che ancora traspare dalla sua voce nel ripensare all’accaduto – Sono corso dietro a quello che aveva preso la borsa e sono riuscito a sfilargli il casco dalla testa. L’ho afferato a due mani e ho cercato di sbatterglielo con tutte le mie forze sulla testa, dalla parte più dura: volevo fargli male. Ma lui, con un movimento tipo da pugile, è riuscito a schivarlo. Era già a sedere sulla moto, ma ha preso il coltello. “Te lo fo mangiare quel coltello, non mi fai paura” gli ho detto, ma non sono riuscito a fermarlo».

I due banditi si sono quindi dileguati a tutta velocità in sella alla moto, con un bottino di alcune centinaia di euro. Dato l’allarme, sul posto sono accorsi immediatamente i carabinieri che hanno raccolto le primo sommarie testimonianze per dare la caccia ai fuggitivi: italiani, giovani, quello che ha preso la borsa non più di 25 anni. Lorena Tonini è stata accompagnata al pronto soccorso con un’ambulanza.

«Lì per lì il braccio e l’occhio mi erano gonfiati e lo spavento è stato veramente tanto – racconta – ma sicuramente poteva andare peggio. Abbiamo rischiato grosso. Sul momento non ho avuto paura, ma ora, a ripensarci…».

Sicuramente peggio sarebbe potuta andare considerando anche la reazione avuta da Leonello baldi, che si è messo ad inseguire il bandito armato di coltello senza pensare alle conseguenze. «Che volete – si giustifica – è il mio carattere, non lo posso cambiare: se qualcuno mi aggredisce io rispondo. Non ce la faccio a restare calmo».

Come detto, è probabile che l’anziana coppia sia stata tenuta d’occhio per qualche giorno dai due banditi. «Erano già sotto casa nostra con la moto quando siamo arrivati, ci avevano preceduti – conferma Lorena – Una vicina li ha visti, ci aspettavano. Chissà quant’è che ci badavano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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