Il Tirreno

Pistoia

Traffico di rifiuti, assolto Somigli

di Beatrice Faragli

Non luogo a procedere per l’ex direttore tecnico del Cassero Alfio Fedi: «Una notizia che aiuterà a fare chiarezza»

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CASALGUIDI. Assoluzione con formula piena per Stefano Somigli, l’ex direttore tecnico della discarica del Cassero finito in manette il 12 luglio 2010 al termine di una lunga indagine su un traffico illecito di rifiuti pericolosi condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

L’ingegnere di Carmignano è stato assolto per non aver commesso il fatto. «Se è vero che sono entrati a Serravalle camion che non sarebbero mai dovuti entrare, Somigli era all’oscuro di tutto ed è quindi vittima e persona offesa» commenta il legale Andrea Niccolai, dopo la sentenza emessa dal gup del Tribunale di Napoli. «La notizia dell'assoluzione – aggiunge inoltre il presidente di Pistoiambiente Alfio Fedi - aiuterà a fare chiarezza su una vicenda che aveva contribuito a distorcere la realtà dei fatti e a creare una “psicosi dei veleni”».

Secondo gli investigatori, dal 2008 ai primi mesi del 2010 sarebbero finiti all’interno dell’impianto oltre 4100 tonnellate di materiale altamente pericoloso e inquinante, raccolto dalla ditta Progest nel corso dell’emergenza rifiuti in Campania, grazie a documenti di trasporto e codici identificativi falsificati. L’azienda casertana invece di smaltire i materiali negli impianti di incenerimento li inviava a prezzi più bassi in normali discariche mischiandoli con un po’ di terra.

Per il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che nell’estate 2010 ha disposto gli arresti domiciliari di Somigli, l’allora direttore tecnico della discarica era perfettamente a conoscenza della natura “taroccata” dei rifiuti e della inammissibilità (per la presenza di metalli pesanti superiori ai limiti di legge) dei residui campani nell’impianto di Cantagrillo. A due settimane dall’ordinanza con cui il gip aveva disposto la misura cautelare, Somigli è stato rimesso in libertà dal Tribunale del riesame di Napoli per l’insussistenza di qualsiasi grave indizio di colpevolezza a suo carico. Il 26 giugno scorso infine è arrivata la sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto dal gup del Tribunale partenopeo. A dare il via all’indagine condotta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è stato probabilmente il sequestro in discarica di un camion di rifiuti pericolosi e contenenti sostanze tossiche del 17 ottobre 2008.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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