«Un piano che non tiene conto della realtà»
Le critiche del consigliere di Centrosinistra all’atto interprovinciale: «La produzione di rifiuti è in calo»
AGLIANA. Forti critiche dal consigliere comunale del centro-sinistra Agliana, Carlo Biancalani, al piano interprovinciale dei rifiuti. «Viene prevista una produzione annua complessiva - nota Biancalani - con un aumento del 6,1% dei rifiuti pari a 1.057.000 t/a al 2021, nonostante che negli ultimi 8 anni si sia verificata una diminuzione complessiva dei rifiuti dell'Ato Toscana centro di circa l'8%, inoltre nei primi mesi del 2012 la diminuzione dei rifiuti si è accentuata, e sicuramente la tendenza continuerà considerato che a tutt'oggi è in atto una delle peggiori crisi economiche del dopoguerra. Inoltre il piano prevede una serie di riduzioni derivanti dall'obbiettivo previsto nella normativa per la riduzione dei rifiuti, lo sviluppo della raccolta porta a porta, sistemi tariffari incentivanti e adozione di politiche ecosostenibili, per un totale del 18% di riduzione al 2021 rispetto al 2010».
L'esponente del centro-sinistra aglianese evidenzia che il piano definisce «fattori preferenziali l'esistenza degli impianti di incenerimento per il loro ampliamento, e quindi le popolazioni che fino ad oggi hanno subìto problemi sanitari e ambientali vengono ulteriormente penalizzate. In particolare mi riferisco, all'ampliamento del termovalorizzazione di Montale, per il quale non si fa alcun accenno e non si riportano gli studi relativi all'indagine ambientale e sanitaria condotta da Arpat e Asl dal 2008 ad oggi, e soprattutto sulla qualità dell'aria, aspetto molto critico e pessimo da anni, essendo la peggiore in assoluto di tutta la Toscana. Il piano si limita a prendere atto che la qualità dell'aria di Montale nel 2009 non ha raggiunto lo standard di validità richiesto per formulare una valutazione sullo stato dell'inquinante».
«Da anni oramai nella zona ci sono stati continui sforamenti sopra i limiti di legge - prosegue Biancalani - Nelle altre due stazioni localizzate a una distanza di circa 9 Km dalla centralina di Montale, Pistoia zona viale Adua e Prato zona Ippodromo, le rilevazioni sulle Pm 10 risultano molto migliori. Tutto ciò nonostante che la centralina di Montale sia classificata rurale di fondo e quindi situata in una zona a bassa densità abitativa e senza particolari problemi di traffico».
«Va sospesa ogni decisione sull'ampliamento dell'impianto di Montale - conclude Biancalani - fino a quando non saranno definitivamente chiarite le problematiche sanitarie e ambientali del territorio e si sia verificata l'effettiva necessità di tale ampliamento».(m.b.)
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