Montale, scoperti 23 lavoratori al nero
Blitz dei carabinieri in tre aziende tessili gestite da cinesi. Denunciati i proprietari, sotto sequestro gli immobili
PISTOIA. Stavolta il colpo è grosso. Tre blitz in contemporanea, in aziende situate a poche centinaia di metri di distanza l’una dall’altra. Quello che i carabinieri si sono trovati davanti è un interno di lavoro che hanno imparato a conoscere: operai chini sui macchinari, prodotti tessili ovunque, spazi abitativi attigui a quelli del lavoro e ricavati da box in cartongesso. Condizioni igieniche e sanitarie che possono essere considerate solo precarie. Bassi salari e turni di lavoro massacranti.
Sono 23 i lavoratori cinesi, tutti al nero, scoperti nella maxi operazione condotta dai carabinieri a Montale. Tre gli immobili a cui sono stati messi i sigilli, in via Antonio Gramsci e via Giordano Bruno. Denunciati all’autorità giudiziaria i tre titolari delle aziende, anch’essi cinesi, per l’impiego di manodopera clandestina. Tre operai, infatti, oltre che essere al nero, sono anche risultati sprovvisti del permesso di soggiorno. Per loro sono state avviate le procedure di espulsione.
L’operazione è stata illustrata ieri in conferenza stampa alla presenza del maggiore Vincenzo Maresca, comandante della Compagnia di Pistoia, Antonio Zoina, direttore della Direzione territoriale provinciale, il maresciallo Nicola Lentini, comandante del Nucleo ispettorato del lavoro, il maresciallo Massimo Lacertosa, comandante della stazione di Montale e Cataldo Lo Iacono, comandante della Polizia municipale montalese.
Zoina sottolinea come la sinergia attivata tra carabinieri, Inps, Inail e Direzione territoriale del lavoro dall’inizio dell’anno abbia portato alla scoperta di 62 lavoratori al nero (di cui 12 clandestini), alla sospensione di 8 attività imprenditoriali e a 7 provvedimenti di sequestro di immobili e macchin ari.
«Le aziende - spiega Maresca - vengono monitorate dal loro arrivo. Servono alcune settimane di accertamenti, poi, nel caso vengano evidenziate irregolarità, entriamo in azione».
L’obiettivo è arginare il fenomeno della concorrenza sleale, e attenuare lo sfruttamento di manodopera clandestina.
Al blitz montalese hanno partecipato anche ispettori dell’Inps e dell’Inail. Due delle aziende sono risultate completamente sconosciute al fisco. Devono essere recuperati contributi previdenziali per circa 70mila euro.
Nei confronti dei titolari sono scattate le sanzioni per occupazione di lavoratori irregolari e la denuncia per impiego di manodopera clandestina. Per quanto riguarda gli immobili sequestrati, spiega Lo Iacono, spetterà ai proprietari (artigiani italiani) ripristinare lo stato preesistente ed eliminare gli spazi in cartongesso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
