Piste ciclabili di Quarrata qui il “club” fece cilecca
Giordano Rosi si aspettava di vincere, invece il lavoro finì alla Endiasfalti Vescovi ha fatto ricorso al Tar, che gli ha dato ragione annullando la gara
QUARRATA. All’inizio Giordano Rosi pensa a uno scherzo. Quando però il figlio Leopoldo gli fa capire chiaramente che l’appalto per le piste ciclabili di Quarrata è andato alla Endiasfalti srl di Agliana e non alla “sua” Rosi spa, l’imprenditore edile resta incredulo e non sa darsi una spiegazione. Mi dispiace davvero Bobo, io ero convinto di averlo vinto quel lavoro ... Chissà che è successo, dice al figlio per telefono. Era il 30 novembre 2011, giorno dell’apertura delle buste per l’aggiudicazione dei lavori per la rete ciclabile quarratina.
Le parole di Rosi sono contenute in una delle tante intercettazioni telefoniche dell’ordinanza che ha spedito in carcere o ai domiciliari in tutto 23 tra imprenditori edili e dipendenti pubblici, accusati dalla procuradi “aggiustare” le gare di appalto a Pistoia e dintorni.
La gara quarratina non è tra quelle per cui gli inquirenti nutrono sospetti, ma i partecipanti sono quasi tutti membri del cosiddetto “club degli appalti”, il gruppo di aziende edili che si divideva – secondo gli inquirenti in modo fraudolento – decine e decine di gare,Qualche volta, però, evidentemente, qualcosa non funzionava.
Le piste ciclabili nascono con l’obiettivo di collegare le due aree protette locali in un’unica direttrice che dalla Querciola arrivi fino al bosco della Màgia.
Poco dopo l’apertura delle buste, Giordano Rosi chiama anche il politico socialista Roberto Riccomi, che, alla luce di quando emerge dall’inchiesta della procura di Pistoia, rappresenterebbe l’elemento di raccordo tra amministratori e imprenditori dediti ad “aggiustare” gare d’appalto.. È successa una cosa sconcertante gli dice Rosi. Secondo gli inquirenti il riferimento sarebbe diretto proprio al risultato quarratino.
Nella stessa giornata l’appalto delle piste ciclabili è anche sulla bocca degli imprenditori edili Christian e Carlo Alberto Diddi, entrambi agli arresti domiciliari. Il primo, il figlio, chiama il padre per informarlo dell’aggiudicazione andata alla ditta aglianese. Ti volevo dire Quarrata l’ha vinta Endiasfalti di un punto e mezzo sopra il Rosi, hanno preso una legnata ... tu vedessi come erano incazzati dice Christian Diddi.
Poi il figlio parla ancora dell’assegnazione, alludendo – secondo gli inquirenti – a presenze interne alla commissione di gara che avrebbe cercato di favorire la ditta Rosi. Tu vedessi com’era sbiancato quello lì della Commissione dice Diddi.
La gara per le piste ciclabili quarratine ha avuto una vita difficile anche nei mesi successivi. Nell’aprile scorso il Tar ha bloccato l’appalto (i lavori sarebbero dovuti partire in primavera) dichiarando nulla la gara. Nulla di penale, ovviamente, ma solo un inghippo tecnico: secondo il tribunale amministrativo all’interno della commissione non avrebbe dovuto esserci il dirigente del Genio civile, in quanto parte attiva nell’approvazione del progetto. Ad appellarsi alla giustizia amministrativa era stata la ditta Vescovi, componente organica – secondo gli inquirenti –del “club degli appalti” insieme alla Rosi e alla Diddi. Il Comune di Quarrata ha fatto ricorso al Consiglio di Stato. «La sentenza – annuncia il sindaco Marco Mazzanti – è attesa per la fine di giugno. L’opera comunque non è a rischio. Nonostante i ritardi concluderemo i lavori entro il 2014». Pena il ritiro dei finanziamenti regionali.
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