Il Tirreno

Pistoia

«Chiarezza sull’ammanco» Nuova raccolta di firme

di Alessandro Sisi
«Chiarezza sull’ammanco» Nuova raccolta di firme

Nel comitato promotore cittadini di San Marcello, Cutigliano e Abetone «La popolazione è smarrita, vogliamo che venga fatta luce su questo scandalo»

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SAN MARCELLO. Sono da ieri in tutte le attività commerciali e punti di ritrovo della montagna pistoiese un volantino e tre fogli dattiloscritti. È possibile prenderne visione e sottoscriverli per fare piena luce sull’ammanco della Comunità montana.

Questa è la seconda raccolta firme che nasce spontaneamente dalla popolazione montana. Il fine, si legge è quello “di mantenere viva l’attenzione sul grave scandalo dell’ente, ed evitare che tutto finisca nel dimenticatoio e per fare piena luce sull’intera vicenda”. Dopo la raccolta firme del dipendente esterno Sauro Armano (200 firme raccolte e già depositate nella sede di Limestre) ecco nascere un altro comitato promotore, ideato della signora Graziella Cimeli, ex dipendente Usl, appoggiata da altri cittadini di Cutigliano, San Marcello e Abetone.

«Il comitato promotore - è la prima frase del volantino - intende farsi portavoce del diffuso malcontento popolare, dovuto alla mancanza di trasparenza in merito ai recenti fatti emersi nella vicenda dell’ammanco nella Comunità montana. Tutta la popolazione prova un senso di impotenza e smarrimento nel riscontrare, come evidenziato anche dal dottor Eller in numerosi passaggi del verbale dell’assemblea del 23 aprile, che non siano state messe in campo tutte le risorse necessarie, né da parte della Comunità montana né da parte della magistratura inquirente, per svolgere indagini dettagliate e puntuali da concludere in tempi ragionevoli».

«Noi tutti, prosegue la protesta dei cittadini, abbiamo diritti ma soprattutto doveri, in particolar modo verso le nuove generazioni: dobbiamo riscoprire un senso civico verso il bene smarrito. Affinché questo possa succedere, riteniamo debba essere mantenuta viva l’attenzione su questo grave fatto che ha arrecato un enorme danno di immagine alla montagna. Eller, sempre nel verbale del 23 aprile, affermava che “la vicenda si è sviluppata nell’indifferenza di chi non sapeva, non vedeva ed è andata avanti per anni”. A questo punto tutte le organizzazioni economiche, i sindacati, e le associazioni che operano in montagna devono unire le forze per un nobile scopo, scoprire cosa è successo».

Per arrivare a questo, sostiene il comitato promotore, è necessario che le indagini non si fermino «Queste sono le iniziative da prendere: raccogliere firme, convocare pubbliche assemblee, predisporre comunicati stampa sulle iniziative messe in atto, mobilitare la cittadinanza per la ricerca della verità, recuperare interamente il denaro indebitamente sottratto alla Comunità montana. Soldi da destinare a investimenti sulla montagna, per creare le condizioni e la fiducia affinché si rilanci l’economia sul nostro territorio».

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