Il Tirreno

Pistoia

Sotto la lente altre gare di Comuni ed enti

Sotto la lente altre gare di Comuni ed enti

Nell’ordinanza della Procura si fa riferimento anche alle vicende della Pistoiambiente

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PISTOIA. Sono 153 le gare d’appalto che, nel giro di 6 anni e spiccioli, il dirigente lavori pubblici del Comune di Pistoia Marcello Evangelisti ha contribuito in modo determinate ad aggiudicare. Si tratta di lavori per milioni di euro, che già di per sé spiegano quanto fosse il potere nelle mani del dirigente. Ebbene, le indagini della Digos, attraverso l’albo pretorio del Comune, ha consentito facilmente di verificare agli agenti che ci fosse un ristretto gruppo di imprese ad aggiudicarsi la gran maggioranza degli appalti: Vescovi, Magnani, Rosi Leopoldo, Orsi Ilio, Cmsa, Vespignani, Diddi, in alcuni casi anche in aggregazione tra loro.

Questo non significa che tutte queste gare siano state “taroccate”: in effetti il capo di imputazione, là dove parla di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, ne elenca solo 32 del Comune e 44 in tutto. Ma l’entità del fenomeno su cui ha indagato la Procura è quello sopra riportato. Anzi, più ampio ancora, perché spulciando gli albi pretori on line, gli investigatori si sono accorti che di appalti sospetti, vinti sempre dalle stesse aziende, ce ne erano diversi anche in altri enti pubblici. Sono così finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’inchiesta 4 gare del Comune di Piteglio, 2 del Comune di Pescia, 18 gare della Provincia di Pistoia, 3 della Spes, 12 del Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio e 5 del Consorzio di bonifica Ombrone Bisenzio. Un perimetro di attività enorme, che secondo gli inquirenti è stato il terreno di caccia del “club dei pubblici appalti”.

L’ordinanza nota anche che tre delle principali aziende edili beneficiate più spesso dagli appalti, cioè Vescovi Renzo spa, Rosi Leopoldo spa e Cmsa, si ritrova pari pari nella compagine sociale della Pistoiambiente srl di Serravalle, titolare della discarica per rifiuti speciali di Fosso del Cassero.

Con l’inchiesta “Untouchables” non c’entra niente, ma è impossibile non ricordare che, proprio in questi giorni, la srl è al centro delle polemiche politiche a Serravalle per aver organizzato dei “viaggi culturali” ai quali erano spesso invitati uomini politici del comune, da parte dei soci della azienda. Soci che oggi – in maggioranza – sono ospitati dai penitenziari di Firenze, Prato e Lucca.

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