Il Tirreno

Pistoia

finì contro un’auto in sosta

Giovane morì in moto ma non ci sono colpevoli

Giovane morì in moto ma non ci sono colpevoli

PISTOIA. Una decisione «per certi versi attesa», perché «anche l’evidenza è stata ribaltata». Non luogo a procedere per l’incidente che il 31 luglio del 2011 è costato la vita a Lorenzo Gavazzi, 22...

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PISTOIA. Una decisione «per certi versi attesa», perché «anche l’evidenza è stata ribaltata». Non luogo a procedere per l’incidente che il 31 luglio del 2011 è costato la vita a Lorenzo Gavazzi, 22 anni. Il giovane si schiantò con la sua moto, fuori controllo, contro una Fiat Panda parcheggiata sul lato della strada, in divieto di sosta, in via Felceti.

Ieri l’udienza del gup, Roberto Tredici, che ha deciso l’archiviazione del caso. Secondo Tredici la presenza dell’auto non ha causato l’incidente.

Perplessità e amarezza nella famiglia del giovane, che valuterà nei prossimi giorni con il proprio avvocato, Giovanni Dini, un’eventuale opposizione. Una splendida giornata estiva aveva persuaso padre e figlio a salire su moto e scooter per un giro sui declivi di Arcigliano. Due chilometri in discesa, verso Pistoia, giusto il tempo di infilarsi nel tratto che corre dentro il bosco di querce, poi la moto del ragazzo ha perso il controllo ed è finita fuori strada. Sono scivolati insieme per una decina di metri sull’asfalto, fino a schiantarsi contro la parte posteriore di una Fiat Panda parcheggiata accanto a un gruppo di cassonetti. Forse Lorenzo è morto sul colpo, ma davanti agli occhi inorriditi del padre, che seguiva a pochi metri di distanza, dalle lamiere dei due mezzi si sono alzate le fiamme, alimentate dal carburante del serbatoio squarciato della Yamaha. Il padre ha lottato per sottrarlo alle fiamme, ma quando sono arrivati i soccorsi hanno solo potuto constatare il decesso del ragazzo.

«Sulla Panda - afferma Roberto Gavazzi - erano presenti dei rilevatori di movimento, i cui tabulati s’interrompono il 30 luglio. Volevamo sapere da quanto tempo era ferma lì quell’auto, secondo il giudice la sua presenza non è stata invece determinante». Non luogo a procedere contro il proprietario, quindi, ma la famiglia del giovane probabilmente si opporrà.

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