Leopoldine e Mondiali vanno avanti lo stesso
Il sindaco di Montecatini rassicura dopo l’arresto di Paolo Mazzoni L’ex ingegnere della Provincia è direttore dei lavori per la piscina termale
MONTECATINI. Roberto Riccomi, politico di lungo corso, e Paolo Conti, presidente della Cmsa: sono questi, certamente, i due nomi, tra i 23 arrestati, che ieri hanno messo maggiormente a rumore Montecatini. Il primo ritenuto organizzatore del gruppo degli “intoccabili”, elemento di raccordo tra imprenditori e amministratori pubblici; il secondo coinvolto in parecchie delle gare sospette.
Brivido. Ma c’è un altro nome, all’apparenza slegato alla città e alla Valdinievole, su cui si sono invece puntati sguardi preoccupati. È quello dell’ex (fino all’agosto scorso) responsabile dell’area tecnica della Provincia, Paolo Mazzoni. I motivi non sono legati all’inchiesta, bensì a un paio di incarichi di cui era stato investito l’ingegnere. Ci riferiamo a quello di direttore dei lavori del cantiere per la costruzione della piscina termale alle Leopoldine (affidati, come si sa, alla Cmsa), e di responsabile della stazione appaltante dei Mondiali di ciclismo 2013. Soprattutto la prima opera naviga già in acque scurissime, per problemi però legati ai finanziamenti, e le betoniere sono ferme dal marzo 2011. Che succederà? È possibile che questa inchiesta possa ritardare ulteriormente la riapertura del cantiere? «Al di là del fatto che la giustizia deve ovviamente fare il suo corso – risponde Giuseppe Bellandi, sindaco di Montecatini – sono vicende queste che provocano dispiacere dal punto di vista umano. Ma è chiaro che le istituzioni, e le imprese, sono una cosa; gli uomini che ne fanno parte, un’altra. Nessuno è insostituibile. Pertanto sono sicuro che la Provincia, per quanto riguarda i Mondiali di ciclismo, farà i suoi passi, e alle Leopoldine ci sarà un passaggio di consegne per la direzione dei lavori. In questi 15 mesi di chiusura forzata del cantiere il direttore aveva comunque continuato a lavorare con i tecnici dello staff di Fuksas».
Finanziamenti. È anche vero che fino a ieri le preoccupazioni per la piscina riguardavano esclusivamente il reperimento dei fondi. Poi, più di un mese fa, il sindaco e l’amministratrice delle Terme avevano annunciato che la Bnl, capofila del pool di banche finanziatrici, aveva dato il disco verde per far riprendere il flusso di denaro. Ma mancavano altri passi importanti, come l’assenso dei consigli di amministrazione degli altri istituti di credito coinvolti. «E manca ancora – spiega Bellandi – che la Regione compia alcuni atti per l’aumento di capitale. Ma tutti stanno lavorando per accelerare i tempi il più possibile».
Pescia. Tornando ai riflessi dell’inchiesta sulla Valdinievole, ieri si è avuto conferma che coinvolge anche il Comune di Pescia, il cui dirigente dell’Ufficio tecnico, Augusto Sergio Borracchini, risulta indagato. Due sono le gare su cui ha messo gli occhi la Procura: quella per il primo lotto di lavori per adeguamento antisismico del complesso scolastico di Valchiusa (244mila euro,); e il secondo lotto del nodo di interscambio gomma-rotaia alla stazione (607mila euro).
Consorzio. Per quanto riguarda il Consorzio di bonifica del Padule, il cui direttore Franco Fambrini è finito in carcere, sono cinque le opere sospette. «Per me e per i dipendenti è stato un autentico fulmine a ciel sereno», ha commentato il commissario straordinario del Consorzio, Gino Biondi. «Confidiamo che il direttore possa chiarire la sua posizione e nello stesso tempo siamo fiduciosi nel lavoro della magistratura alla quale offriamo massima collaborazione. Ci auguriamo che l'inchiesta facchia chiarezza in tempi brevi. Il primo obiettivo è quello di proseguire il lavoro senza subire rallentamenti».
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