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Berti: «Sono sbalordito la politica non c’entra»

Berti: «Sono sbalordito la politica non c’entra»

L’ex sindaco e l’ex assessore Pallini ricordano che ci sono competenze distinte previste dalla legge per le opere pubbliche. «L’inchiesta?Una cosa enorme»

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PISTOIA. «Sbalordito e sconvolto». Così si definisce Renzo Berti, per dieci anni (due legislature) e solo fino a poco più di un mese fa, primo cittadino di Pistoia.

Sotto inchiesta sono praticamente tutte le opere più importanti progettate e partite durante la sua amministrazione, dal recupero della ex Cattedrale Breda alla Porta Nuova. Interventi per milioni di euro che secondo la magistratura sarebbero stati pilotati per favorire “gli amici degli amici”, in una ramificazione illecita che il procuratore facente funzioni Giuseppe Grieco ha voluto definire “Il club dei pubblici appalti”.

«Una cosa enorme» quanto emerso sin qui nell’inchiesta della procura pistoiese, secondo l’ex sindaco Berti.

Sotto accusa è, in pratica, la gestione dei lavori pubblici che riguardano la sua amministrazione, e la domanda è inevitabile: perché l’ingegner Evangelisti è rimasto al suo posto nonostante nel 2009 fosse stato formalmente indagato per i permessi facili ai cinesi?

Ricordiamo che in quell’ambito Evangelisti, funzionario discusso ma sempre confermato dalle ultime amministrazioni alla guida di Palazzo di Giano, fu interrogato dalla questura, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

«La posizione dell’ingegner Evangelisti nell’indagine Untouchbles - risponde Berti - non ha niente a che vedere con l’indagine del 2009. In quella - evidenzia l’ex sindaco - egli era presente come privato cittadino».

Non come funzionario pubblico. Ed è rimasto al suo posto.

Sia Berti che Riccardo Pallini, ex assessore ai lavori pubblici, ricordano come «le competenze tecniche siano molto distinte da quelle politiche».

Non una deresponsabilizzazione, ma una specifica dei rispettivi ruoli. Pallini fa riferimento alla legge Bassanini, nata dopo Tangentopoli, e alla separazione tra il ruolo di indirizzo (che spetta agli amministratori ) e il ruolo di gestione della cosa pubblica (in mano ai dirigenti).

«Questa notizia mi ha colto di sorpresa - afferma Pallini - ma siamo in un campo che è prettamente di competenza della parte dirigenziale. Da un lato - dice - mi auguro che quanto prima venga fatta chiarezza. Dall’altra, per chi, come me, ha sempre fatto l’amministratore con il desiderio di risolvere i problemi dei cittadini, questa cosa desta enorme stupore». Ma riguarda, ripete, «tutta una serie di atti e di procedure che non coinvolgono la parte politica».

Il desiderio di chiarezza è anche nelle affermazioni di Renzo Berti. «C’è una fase processuale tutta da svolgere. In me, in questo momento, prevalgono due sentimenti distinti: da un lato sono sempre stato, e lo sono ancora, un garantista. Nessuno è colpevole se non dopo tutti i gradi di giudizio». Nessun processo sommario insomma.

«Dall’altra parte però - prosegue Renzo Berti - penso alle tante del territorio coinvolte nell’indagine, e alle ripercussioni negative che potrebbero colpire i lavoratori se l’indagine portasse ad un blocco degli appalti».

È stato contattato dalla procura? Berti risponde con un secco «no».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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