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Prime cause legali al centro fitness chiuso da un mese
Gli iscritti: «Continui rinvii, ci sentiamo presi in giro» Alcuni si sono abbonati pochi giorni prima dello stop
PISTOIA. Partono le prime cause per la vicenda del centro fitness Esseclub di Sant’Agostino, chiuso senza preavviso il 10 maggio scorso e mai più riaperto nonostante le rassicurazioni dei soci titolari. Un primo gruppo di iscritti, una quindicina su circa 2500 clienti, ha iniziato un’azione legale presso Federconsumatori e un altro gruppo si appresta a fare altrettanto: l’appuntamento con l’avvocato Grauso, dell’associazione dei consumatori, è fissato alla sede pistoiese per martedì pomeriggio.
L’ultima volta che gli iscritti hanno avuto notizie dai soci è stato tramite un sms inviato il 6 giugno: gli utenti sono stati rassicurati che la palestra con piscina termale, riaprirà il 14 giugno. «All’inizio hanno scritto su un cartello che il centro veniva chiuso per un guasto tecnico e che le attività sarebbero state sospese fino al 28 maggio – protestano gli iscritti –. Non solo: ci hanno garantito che sarebbe stato restituito sull’abbonamento in corso il doppio dei giorni di disagio. Il 27 maggio è arrivato il primo sms su cellulare: non si parlava più di guasto tecnico, ma di riorganizzazione, con una nuova rassicurazione che il club avrebbe riaperto il 6 giugno. Si arriva così all’ultimo sms del 6 giugno, nel quale si parla di completamento del nuovo assetto societario, col rimando al 14 giugno per la riapertura. Il problema è che nessuno ci dice esattamente come stanno le cose e il titolare Sergio Boni non ha dato segni di vita dalla chiusura della palestra, se non attraverso la stampa».
Alcuni raccontano di aver fatto l’abbonamento pochi giorni prima della chiusura. «Appena 2 settimane prima mi hanno sollecitato ad abbonarmi – racconta Serena – tanto che il 5 maggio ho portato mia sorella a far vedere la palestra. Volevano fargli stipulare i primi contratti. Per fortuna il pomeriggio stesso ho sentito delle difficoltà ed abbiamo almeno evitato la beffa che anche lei dovesse pagare in anticipo per un servizio non prestato».
Alcuni iscritti mettono sotto accusa la formula dell’appoggio a delle finanziarie per il pagamento, la Consel o Compass:
«Adesso in molti restano con le rate da pagare alla finanziaria, che al momento non sembra prestar orecchio alla richiesta di sospensione o di annullamento del finanziamento, affermando che o dobbiamo rifarci su Esseproject (la società titolare di Esseclub a Pistoia) o pagare il dovuto, sperando che il centro riapra». «E c’è chi ha pagato tutto e subito – dice un’altra iscritta – formula cash».
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