L’ufficio stranieri potrebbe traslocare in via Vergiolesi
Dopo il dietrofront del Ministero sulla nuova questura in corso sopralluoghi per risolvere il problema più urgente
PISTOIA. Alla ricerca di nuovi spazi. Una mossa in parte precauzionale - per il dietrofront del Ministero al progetto della nuova questura - e in parte obbligata dalle carenze dell’attuale sede. In attesa di avere risposte istituzionali dal tentativo del sindaco Bertinelli con il sottosegretario agli Interni Carlo De Stefano, la Polizia cerca soluzioni alternative all’edificio di via Macallè. Due i problemi contingenti da risolvere: l’ufficio stranieri e l’archivio.
Lo spostamento dell’archivio al piano sotterraneo del garage è già in corso. Troppo pesante per i solai, secondo la ricognizione dei vigili del fuoco, il materiale cartaceo negli uffici al secondo piano. Parte dei faldoni sono già stati spostati, ma, sostiene Mauro Additati, sindacalista del Silp Cgil: «Il sotterraneo non può essere la soluzione definitiva. Un altro anno di carte dall’ufficio stranieri e saremmo punto e a capo».
Poi c’è la questione degli immigrati. Alcuni anni fa erano stati presi in affitto i locali di via Frosini che ospitano attualmente una palestra. Una petizione popolare contro la presenza di decine (a volte centinaia) di persone ogni giorno in strada, e la firma dell’accordo per la nuova sede in via Pertini fecero decidere per il ritorno in via Macallè. Il ritorno avrebbe dovuto essere temporaneo, in attesa della consegna dello stabile nell’area ex Breda.
Dopo l’incredibile retromarcia dello Stato sono ripartiti i contatti per cercare una soluzione ai disagi più urgenti. «Dobbiamo tornare al progetto originario - commenta Additati - delocalizzare l’ufficio stranieri. Il problema è che questo ha un costo.Nei giorni scorsi c’è stato un sopralluogo nella ex sede della Polizia municipale di via Selvaggia Vergiolesi». Inutilizzato da alcuni anni, e capace di ospitare, a suo tempo, un centinaio di persone.
«Il fatto - evidenzia Additati - è che la questura non risponde né alle esigenze dei cittadini né a quelle dei poliziotti che vi lavorano. Le file davanti al ponte Macallè ne sono la testimonianza. Non ci sono sale d’attesa. Non ci sono bagni separati per uomini e donne. E questo è un problema che riguarda non solo noi agenti, ma anche gli utenti».
Gli impegni disattesi dello Stato hanno provocato una dura reazione anche da parte del vice presidente del Senato Vannino Chiti, che ha chiamato il Ministero dell’Interno al «rispetto dei patti presi».
I sindacati di Polizia attendono l’esito dell’incontro di domani con il ministro Annamaria Cancellieri, in cui sarà discusso il piano di revisione della spesa pubblica.
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