«Siamo esposti per 16 milioni di euro»
Nuova questura, la preoccupazione del presidente della Cmsa dopo la conferma del dietro front del governo sul progetto
PISTOIA. «Un fulmine a ciel sereno». Paolo Conti, presidente della Cooperativa muratori sterratori e affini, che sta ultimando i lavori per il polo della sicurezza, ha saputo dai giornali della nota ricevuta da questore, in cui il Ministero dell’Interno conferma che questura e polizia stradale non saranno trasferite nell’edificio di via Pertini per l’impossibilità del governo di farsi carico dei maggiori oneri di affitto. Il questore aveva chiesto l’attivazione di fondi straordinari. L’Interno aveva “girato” la richiesta al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha dato risposta negativa.
Conti si definisce «allarmato» e «preoccupato». La Cmsa di Massa e Cozzile, che si è aggiudicata l’appalto, si è esposta finora con 16 milioni di euro. Al termine dei lavori diventeranno 20. Gli incoraggiamenti avuti da Roma negli anni hanno spinto la Cmsa a tirare dritto, aprendo un cantiere capace di contare fino a 70 addetti. «Non abbiamo avuto - dice Conti - comunicazioni ufficiali né dal Ministero né dalla prefettura. Eravamo rimasti alle dichiarazioni del sindaco Bertinelli, e alla volontà del primo cittadino di fare nuovi tentativi col Ministero. Noi - aggiunge - insistiamo per la soluzione originale (anche perché, su indicazioni statali, sono state realizzate specifiche progettuali che rendono l’immobile di difficile collocazione sul mercato e difficile da riconvertire in commerciale o servizi, ndr). I lavori vanno avanti, la consegna resta fissata per fine anno».
Mentre il prefetto Mauro Lubatti, durante la festa dell’Arma dei carabinieri, sosteneva che «nulla è cambiato rispetto a 10 giorni fa o un anno fa» e che si tratta «di una questione esclusivamente finanziaria», il questore Maurizio Manzo ha convocato ieri mattina nel suo ufficio le organizzazioni sindacali. In un’ottica di revisione della spesa pubblica il governo sta preparando un piano di forti tagli e ridimensionamenti di strutture quali prefetture e questure. Anche di quelle in via di costruzione. Manzo si sarebbe comunque detto fiducioso. Troppo particolare la situazione di Pistoia, con la sede di via Macallé, unanimente riconosciuta come inadeguata, e i lavori nell’ex Breda già all’80%. Nel caso in cui la questura non si sposti in via Pertini , tra l’altro, non sarebbe più rimandabile il trasferimento dell’ufficio immigrazione, con altri fondi da reperire.
In Comune tuttavia non si perde la speranza. Il dialogo intrapreso con il sottosegretario Carlo De Stefano non avrebbe sin qui chiuso le porte a tutte le possibilità di risolvere la questione, anche al di là della lettera di diniego resa pubblica ieri. Tra pochi giorni il sindaco parlerà di nuovo con De Stefano per capire se esiste una via d’uscita alla vicenda.
«Rischia di essere lasciato vuoto un edificio di 12mila metri quadrati - commenta Alessio Bartolomei, consigliere del Terzo Polo - e di essere travolta in un fallimento la Cmsa. La responsabilità - aggiunge - è di un Comune superficiale e imbonitore (si riferisce alla precedente amministrazione Berti, ndr) che ha venduto a suo tempo un accordo capestro che permetteva al governo di tirarsi fuori in ogni momento».
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