Il Tirreno

Pistoia

«Pistoia, una felice isola mentale»

di Michele Galardini

Lo scrittore Pennac e la regista Lilo Baur preparano al Funaro lo spettacolo “Il sesto continente”

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Dopo aver incantato il pubblico di “Dialoghi sull’uomo” con il dialogo a due messo in scena al teatro Manzoni assieme al suo grande amico Stefano Benni, Daniel Pennac sembra proprio non avere alcuna voglia di lasciare Pistoia, visto che fino al 10 giugno sarà di casa al centro culturale Il Funaro assieme alla Compagnie Rima di Parigi.

Obiettivo della residenza è la creazione dello spettacolo “Il sesto continente”, prodotto dal Théâtre des Bouffes du Nord, che Pennac sta scrivendo proprio in questi giorni assieme alla regista Lilo Baur, con la consulenza artistica di Clara Bauer e il sostegno di sette attori provenienti da ogni parte del mondo.

Il sesto continente è un ammasso di rifiuti scoperto da Charles Moore nel 1997 a largo delle Hawaii, che galleggia a qualche metro di profondità nell’Oceano Pacifico. L’idea di rappresentare questa storia incredibile è venuta a Lilo Baur mentre stava già provando con Pennac alcune improvvisazioni sul tema dello “sporco”, da lei già affrontato in un altro spettacolo precedente.

L’idea di venire a Pistoia per preparare la messa in scena del nuovo spettacolo ha una genesi un po’ più complicata, come ci ha spiegato la stessa regista anglo-svizzera. «È stato David Mass, figlio di Francesca Spinazzi, a dire a Daniel e a Clara Bauer che, secondo lui, il Funaro era il posto ideale per lavorare allo spettacolo: lui era già venuto qua per mettere in scena uno spettacolo con la compagnia di Peter Brook di cui è membro. A dicembre dello scorso anno stavamo cercando dei soggetti per la co-produzione dello spettacolo e quando siamo venuti a Torino, abbiamo deciso che quello era il momento giusto per venire a vedere il Funaro. Ci siamo subito sentiti a casa e a Daniel, poi, piace moltissimo lavorare in Italia, perché qui è molto amato».

Da quella prima visita fino al 28 maggio appena trascorso, primo giorno di residenza, il passo è stato quanto mai breve. La compagnia si è letteralmente insediata nel Funaro, provando 12 ore al giorno, facendo colazione, pranzo e cena insieme alle persone che gestiscono il centro, e dividendosi solo di notte, quando alcuni attori, per motivi di spazio, devono raggiungere la vicina Locanda San Marco.

Quando le chiediamo se si trova bene a lavorare in questo spazio, a Lilo Baur si illuminano gli occhi e un sorriso da ragazzina le appare sul viso: «Non vogliamo partire – dice ridendo – perché qui dentro riusciamo ad avere una concentrazione particolare. Siamo fuori dallo spazio, come sotto un’isola, proprio come il sesto continente. Veniamo da ogni parte del mondo, dalla Grecia, alla Spagna, al Vietnam e qui abbiamo trovato un’isola mentale che per noi è incredibile. Mangiamo insieme, lavoriamo insieme e dopo mangiare parliamo di cosa abbiamo fatto, non abbiamo distrazioni, siamo come in un convento dove si mangia tanto bene».

Lilo Baur e Daniel Pennac apriranno le quinte dello spettacolo al pubblico il prossimo 9 giugno alle ore 21, per raccontare l’avventura del “sesto continente” in modo totalmente inedito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani