Risultano a prova di sisma le fabbriche e i capannoni
Assindustria e Protezione civile rassicurano: «Da noi meglio che in Emilia»
Capannoni industriali che si afflosciano su se stessi, provocando morte e lutti fra i lavoratori e gli stessi imprenditori. Le stesse fabbriche che, pochi giorni prima, avevano ottenuto l’agibilità dagli organi preposti dopo le prime violente scosse. E’ questo uno degli aspetti che ha più colpito del terremoto in Emilia. La memoria delle immagini è freschissima e anche ieri non sono mancate le scosse di assestamento, peraltro questa volta poco avvertite in città. Ma qual è la situazione delle nostre fabbriche e dei laboratori artigiani sotto il profilo della sicurezza anti-sismica? Nel caso di un terremoto analogo a quello che ha colpito la vicina regione, cosa accadrebbe nella zona artigianale di Sant’Agostino, o in quella di Masotti?
«Non esiste un censimento al riguardo – dicono all’Associazione industriali – sicuramente la provincia di Pistoia è più attrezzata perché considerata sismica già dagli anni 80, quando fu classificata nella zona S3. Per cui almeno i capannoni costruiti da quegli anni in poi, sono stati realizzati seguendo le normative. Poi se tutti lo abbiamo fatto o meno o se tutti abbiano ristrutturato e messo a norma le fabbriche più vecchie, è difficile stabilirlo».
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