Il Tirreno

Pistoia

L’università? Firenze non è più la meta per tanti maturandi

di Bernardo Carradori
L’università? Firenze non è più la meta per tanti maturandi

Sondaggi tra gli studenti del Classico, molto attratti dalla facoltà di Medicina e da atenei come Bologna o Pisa

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PISTOIA. L’Università di Firenze? Bocciata da molti maturandi delle scuole superiori che, per gli studi post diploma, scelgono altri atenei, sempre che non decidano di trovare lavoro, sapendo di essere con ogni probabilità destinati a un lungo periodo di disoccupazione. È questo il quadro che emerge dalla verifica fatta dal nostro giornale nelle scuole superiori.Quest’anno al Liceo Classico Forteguerri 4 classi affronteranno la maturità, 75 ragazzi in tutto. Intervistando 32 di loro - 8 per classe - il dato emerso è sorprendente: appena 9 sceglieranno la sede fiorentina. La facoltà più ambita resta medicina. Quasi un terzo degli intervistati tenterà il test d’ammissione del 4 settembre.

«Se boccio non mi dispererò, mi iscriverò a lettere» dice Valentina Pescari della 3 A. Come lei, anche Emma Antici e Niccolò Campagna della 3 C hanno pronta una seconda scelta altrettanto valida. Più numerosi invece coloro che giurano: «Dottore per forza». Intraprenderanno facoltà con esami convertibili in caso di non ammissione. «A fare il test andrò a Bologna- informa Lucrezia Riley, 3 A- ma sceglierei Biotecnologie se mi dovesse andar male». Della stessa idea i compagni Luca Cenci e Francesca Pratesi, come anche Francesca Mandorli e Giulia Buffa della 3 B, Davide Bolognini e Luca Ciatti della 3 C. Sembrano più preoccupati dal test che dallo spettro della disoccupazione. «Se scelgo medicina, è anche per le ottime possibilità d’impiego che offre», spiega Lucrezia Longinotti della sezione D. Più della metà degli aspiranti medici (6 su 11) cercherà di pescare il jolly settembrino tra Bologna e Pisa. «Ritengo che Bologna sia qualitativamente superiore a Firenze, oltre ad essere molto quotata a livello europeo» conferma Alessandro Spiti, 3 D. Non manca chi investe in settori emergenti, come Fernanda Dimilta e Margherita Giorgi (3 A), che andranno a Bologna, alla facoltà di lingue, mercato e cultura dell’Asia (sotto lettere): «Viste le condizioni in cui si trova l’Europa, se non altro avremo un lavoro che ci farà girare il mondo». Di vedute differenti è chi pratica la filosofia. «Preferiamo seguire le nostre passioni ed esser disoccupati, piuttosto che affrontare studi che non amiamo» commentano i due filosofi della sezione D, Davide Benini, che andrà a Bologna, e Lorenzo Sartori, che opterà per Pisa su consiglio di Maurizio Ferraris, filosofo dell’università di Torino. Il Classico non conferma neppure le tradizioni umanistiche: solo 4 ragazzi scelgono lettere. Confermato anche in questo settore l’esodo da Firenze. Luca Cappellini (3 B) e Livia Tolve (3 D) puntano su Pisa; mentre Arianna Carli (3° A) e Carolina Frati (3 C) preferiscono Bologna.

Solo in 3 si palesano pronti a seguire le orme dei prìncipi del foro: Mario Iodice (3 D), Marco Nannini e Luca innocenti (3 B). Il più spiritoso tra i maturandi è Francesco Gavazzi, della 3 B, che, interrogato su come si vedesse tra 10 anni risponde così: «Calvo e grasso», ma intanto punta all’Accademia Navale di Livorno. Anche altri compiranno scelte coraggiose. Agnese Coppini e Chiara Balestrino della 3 D andranno ad Archeologia e Architettura, Irene Vettori (3 C) all’Opificio delle Pietre Dure, Alessandro Sorcinelli (3 A) ad Ingegneria, Letizia Chiti e Lavinia Arduino, entrambe della 3 B, al Dams di Bologna. Specie rara, in tempo di crisi, il futuro economista: la sola Elisa Matteoni (3 C) spera di entrare alla facoltà di Economia alla “Ca’Foscari’’ di Venezia. Anche il Forteguerri infine, nel suo piccolo, contribuisce alla ormai nota “fuga dei cervelli’’. Ha ottenuto infatti un’ offerta dalla Scuola di studi africani e orientali di Londra Alessandra Breschi, che conclude: «Se mi trasferissi in Inghilterra non sarebbe solo per lo studio, ma per un progetto di vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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