Italia
Più alloggi che famiglie in città 2.000 case vuote
Il Sunia: «L’abitazione è ancora un problema, occorre una svolta vera» Ma c’è chi fa notare che dieci anni fa gli immobili sfitti erano più del doppio
In provincia a fronte di 119.586 famiglie, ci sono 136.699 abitazioni. Ciò significa che le case sono 17.113 più delle famiglie che le abitano. A Pistoia il rapporto è simile: 39.197 famiglie contro 41.256 case. Le abitazioni nel comune capoluogo, sono pertanto 2.059 in più rispetto alle famiglie. Questi dati, che si riferiscono all’ultimo censimento della popolazione che si è svolto nel 2011, evidenziano come, almeno virtualmente, l’emergenza alloggi potrebbe essere risolta semplicemente occupando le abitazioni private esistenti. La realtà, come sappiamo, è più complessa.Tanto che in un blog su internet l’ex assessore Giuliano Beneforti e l’urbanista Paolo Beneforti, fanno notare come le case sfitte si siano notevolmente ridotte rispetto al censimento del 2001: a fronte delle nuove 4900 famiglie, gli alloggi costruiti negli ultimi dieci anni sono stati 1550, con un deficit di 3.350 alloggi. Nel 2001 le abitazioni non occupate erano 5.383, a fronte delle 2.059 dell’ultimo censimento, con una riduzione di 3.3.24 unità. «Da questo deriva che 2000 alloggi vuoti rimasti sono sostanzialmente non disponibili – si legge nell’intervento sul web – e quindi nel comune di Pistoia non è rimasto praticamente nessun alloggio vuoto da recuperare».
Un’analisi che non trova affatto d’accordo il Sunia, sindacato degli inquilini, secondo il quale il motto che a Pistoia ci sono «tante case senza famiglia e tante famiglie senza casa» è ancora validissimo.
«E’ importante un cambio di rotta, che confido possa arrivare con questa nuova amministrazione – dice il segretario Davide Innocenti – A Pistoia ci si è nascosti spesso dietro l’alibi della mancanza di soldi per non ammettere di non aver saputo spendere il tesoretto stanziato dalla Regione. Occorre dare seguito a proposte ancora sulla carta, come quelle regionali contenute nelle misure straordinarie di Baronti. Noi avevamo proposto di istituire un fondo di garanzia per quei proprietari disponibili ad affittare, in modo da coprire le eventuali temporanee morosità e abbassare i canoni. In altre regioni si fanno accordi, qui da noi non esistono. Le decisioni vengono prese a livello di Lode, mentre andrebbe istituito un tavolo di concertazione permanente, un luogo anche fisico dove confrontarsi insieme ai proprietari e alle categorie economiche interessate».
Innocenti va è convinto che le politiche abitative, oltre a risolvere l’emergenza alloggi, siano anche e soprattutto un’occasione di sviluppo. «Noi rappresentiamo gli inquilini, ma le nostre proposte vanno nell’interesse generale: dobbiamo fare di Pistoia una città pilota e all’avanguardia mettendo insieme l’aspetto sociale di dare un tetto agli sfrattati con il miglioramento dei nostri immobili esistenti sotto il profilo della qualità e del risparmio energetico».
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