Ammanco, sindaci allibiti governatore nel mirino
«Rossi ha dichiarato di aver saputo dello scandalo nei giorni scorsi dai giornali ma già il 16 giugno lo incontrammo per riferirgli ciò che stava emergendo»
SAN MARCELLO. Ha lasciato diverse bocche amare la conferenza programmatica organizzata sabato scorso all’hotel Cacciatore dal Pd per parlare di come “Valorizzare la montagna e le sue risorse per uscire dalla crisi e per un nuovo sviluppo”. I primi a sollevare la polemica sono gli amministratori dei comuni montani, che si dicono stupiti, se non addirittura infuriati, per alcune affermazioni del presidente della Regione Enrico Rossi in merito alla nota vicenda dell’ammanco in Comunità montana.
Il governatore della Toscana avrebbe infatti dichiarato di aver letto dello scandalo che ha interessato l’ente montano sulla stampa dei giorni scorsi, definendo poi la questione assai grave. Un’affermazione che ha fatto a dir poco drizzare i capelli al presidente della Comunità montana, Carluccio Ceccarelli, e ai sindaci, che ieri mattina si sono consultati sull’argomento nel corso di una riunione della giunta comunitaria. Erano presenti i primi cittadini di Abetone, Cutigliano, Marliana, Piteglio.
«Mi sorprende che il presidente della Toscana Rossi abbia dichiarato di essere venuto a conoscenza dei fatti in Comunità montana solo dalla stampa dei giorni scorsi – si è fatto portavoce il sindaco Claudio Gaggini – Mi colpisce per due aspetti. Il primo è perché già il 16 giugno 2011 lo incontrammo per riferirgli di questo fatto e di ciò che stava emergendo. Certo, avere la sfera di cristallo per vedere il futuro ci avrebbe aiutato a fornirgli già allora ulteriori dettagli, di cui noi stessi siamo venuti a conoscenza nei mesi successivi. Ma già allora gli parlammo del fatto. Inoltre, mi sorprende che tutti i deputati regionali che gravitano sulla Montagna pistoiese, il presidente dell’Uncem, il presidente della Provincia non gli abbiano mai detto niente in proposito. L’8 gennaio 2012, con gli altri sindaci, incontrammo l’assessore regionale Nencini e in quella sede gli riferimmo che i fatti della Comunità montana ci preoccupavano, che non sapevamo bene come comportarci, che avevamo bisogno di aiuto,che probabilmente c’era un buco che era creato da certi accadimenti. Tutta la dirigenza della Regione dovrebbe avergli riferito queste cose poiché tanti sono stati gli incontri con i rappresentati degli enti locali in merito all’argomento».
«Infine – prosegue – alla riunione di sabato mattina c’erano rappresentati istituzionali e autorità che di questa vicenda erano a conoscenza sin dagli albori. Le dichiarazioni che Rossi ha rilasciato alla stampa sono inaccettabili. È una cosa gravissima».
Non meno sconcertato è il presidente comunitario, Carluccio Ceccarelli. «A cosa sono serviti tutti gli incontri che gli altri sindaci ed io abbiamo fatto nei mesi scorsi anche in Regione? È stato tutto un viavai a parlare con dirigenti e funzionari e anche il provvedimento di proroga alla Comunità montana fu concesso con legge regionale per passare con più tranquillità all’Unione dei Comuni anche alla luce degli sviluppi dell’indagine interna».
Amarezza anche per la gestione della conferenza. «Né io né gli altri sindaci siamo stati invitati – prosegue Ceccarelli – Capisco che siamo in campagna elettorale e che l’attenzione sia focalizzata sulle elezioni amministrative. Trattandosi però di un incontro sullo sviluppo della montagna, seppur organizzato da una parte politica, credo che sarebbe stato opportuno il coinvolgimento degli attuali amministratori».
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