Il Tirreno

Pistoia

Fondazione, meno soldi dalle banche

di Fabio Calamati
Fondazione, meno soldi dalle banche

La crisi divora i dividendi di Caripit e Intesa Sanpaolo, l’ente attinge alle riserve. Ma nel 2011 le erogazioni sono cresciute

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PISTOIA. Tempo di crisi, tempo di ristrettezze anche per la Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, che venerdì scorso ha tenuto l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio 2011.

Sul fronte delle entrate, l’ente guidato da Ivano Paci si è ritrovato con molti meno soldi a disposizione: ovvio, dato che buona parte del capitale della fondazione è investito in azioni della Caripit (65,5 milioni) e di Intesa Sanpaolo (53,5 milioni). L’istituto di credito di via Roma ha chiuso il 2010 con un utile netto di appena 5,4 milioni di euro, e alla Fondazione sono arrivati 1,8 milioni; anche per Intesa Sanpaolo il 2010 è stato un anno gramo e i dividendi incassati da Paci sono stati di soli 2,9 milioni. In totale 4,7 milioni, che unite alle altre partecipazioni nel portafoglio della Fondazione danno un totale di 6,7 milioni di euro: il 61% in meno dell’anno precedente, quando si toccò quota 17,2 milioni.

L’avanzo di esercizio complessivo 2011 tocca gli 8 milioni di euro. Di questi, 1,6 sono stati accantonati come riserva obbligatoria, il resto andrà in erogazioni. E considerando il “fondo stabilizzazione erogazioni” (12 milioni) attivato proprio per evitare i contraccolpi della crisi, le risorse disponibili per gli interventi della Fondazione alla fine del 2011 superavano comunque i 20 milioni di euro.

Insomma, se i tempi duri si fanno sentire anche per la grande cassaforte cittadina, la gestione molto prudente dell’ente in tutti questi anni sta comunque aiutando a ridurre i danni della crisi e la Fondazione, anche nel 2012, disporrà comunque di risorse importanti da distribuire sul territorio della provincia.

Ma da questo punto di vista, cosa dice il bilancio 2011? Il dettaglio delle iniziative è nel bilancio di missione, che sarà presto reso noto al pubblico. Ma qualche cifra nel bilancio c’é: nel 2011 tra progetti propri e di terzi, la Fondazione ha deliberato erogazioni per 17,5 milioni di euro (contro i 15 del 2010 e gli 11 del 2009). Il 72% di queste risorse è stato assegnato su progetti scelti direttamente dalla Fondazione, il resto grazie ai bandi aperti a tutti.

Le due voci principali di spesa sono l’arte e la cultura e l’edilizia sociale-sviluppo locale. Il bilancio ricorda innanzitutto il recupero di Palazzo de’ Rossi (dovrebbe concludersi tra pochi mesi) come sede della Fondazione; le iniziative come Serravalle Jazz o Dialoghi sull’uomo; il sostegno alla Fondazione Promusica; le risorse per il microcredito e per i fondi anti-povertà di Caritas e Diocesi.

Un capitolo a parte nel bilancio è riservato all’accordo, siglato il 1º dicembre 2011, tra Fondazione e Intesa Sanpaolo sui futuri assetti proprietari della Caripit. I contenuti dell’accordo sono già ampiamente noti, comunque la relazione di Ivano Paci ricorda i termini dell’intesa, in particolare il controvalore di 83,6 milioni di euro che la Fondazione incasserà per il 20% delle azioni Caripit che saranno cedute a Intesa Sanpaolo. L’operazione consentirà alla Fondazione di realizzare una spettacolare plusvalenza di 51,4 milioni di euro, tutta esentasse (grazie alle norme fiscali che la Fondazione, fin dal 2008, ha sfruttato). La Fondazione potrà attendere fino al giugno 2020 per vendere il restante 20% (cosa a cui è comunque obbligata per legge) a Intesa Sanpaolo, anche in tranche; dopo quella scadenza Intesa Sanpaolo avrà a sua volta due anni per comprarsi tutta la Caripit.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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