Cani da guardia e da difesa per mettere in fuga i ladri
Aumenta il ricorso alle scuole specializzate, ma continua a dare buoni risultati anche la semplice presenza di un bastardino. Di notte meglio tenerli in casa
PISTOIA. Continuano, come diciamo a fianco, i furti nelle abitazioni favoriti, secondo gli inquirenti, anche dalla tendenza di troppi a sottovalutare il rischio e quindi a non ricorrere a misure di prevenzione. Dopo aver visto cosa possono offrire gli esperti che operano nel campo dei serramenti e degli allarmi, nel nostro “manuale anti-ladri” proponiamo oggi l’utilizzo di cani: dai semplici, ma efficaci bastardini che fanno la guardia abbaiando agli estranei, ai cani di razza e addestrati. Non c’è miglior allarme di un cagnolino “chiacchierone” e ubbidiente. Non importa faccia paura, basta che sappia comunicare al padrone quando fuori dalla porta (o dalla finestra) c’è qualche malintenzionato. Oppure che, in assenza del padrone, faccia molto rumore per spaventare il delinquente. Alcune razze sono più propense al controllo del territorio, altre alla difesa della persona, ma per lanciare l’allarme basta anche un bastardino. Vediamo i consigli di Giuseppe Zasa, presidente della “Scuola pistoiese di addestramento cani – gruppo di protezione civile Aics”, che si occupa di addestramento da quasi 40 anni a Casalguidi.
La scelta del cane. «I cani da pastore – spiega – hanno una predisposizione alla difesa del territorio: pastore tedesco, rottweiler, doberman sono tradizionalmente cani associati alla difesa. Ogni razza, comunque, può essere addestrata all’ubbidienza e ad abbaiare quando qualcuno si avvicina alla proprietà. Nella scelta del cane deve incidere soprattutto la sua “destinazione” e se deve rimanere in appartamento, in giardino o in una grande tenuta. Nel primo caso, se si sceglie una grossa taglia, va portato fuori almeno tre o quattro volte al giorno».
Consigli utili. «Per insegnare a un cane a stare attento a chi si avvicina alla casa bisogna che quando suona il campanello si stimoli la sua curiosità dicendo ad esempio “Attento, abbaia!”. Poi dobbiamo andare a vedere chi è: a quel punto dobbiamo rivolgerci al cane e dirgli “Bene, bravo, ora basta, a terra” e gratificarlo con un premio. Non bisogna mai sgridarlo se abbaia quando qualcuno è alla porta, altrimenti capirà che a noi non interessa la sua allerta e rinuncerà a farlo sempre. Bisogna essere calmi e coerenti. E’ altrettanto importante, però, che al nostro comando “Bravo, basta!” si tranquillizzi. L’obbedienza è la cosa principale».
La guardia. «Per far bene la guardia alla casa il cane deve starci dentro. Fuori è distratto da altri animali e può abbaiare per altri motivi. Se deve controllare un territorio e quindi stare all’aperto, invece, bisognerebbe non abituarlo a dar confidenza alla persone che passano fuori, ma al contempo dotare il terreno di una recinzione alta due metri con una rete fitta da cui non passi il muso, un cancello che non si apre dall’esterno e cartelli che avvertono della presenza dell’animale». Almeno di notte è opportuno tenere i l cane in casa, per evitare che i ladri riescano a neutralizzarlo o ad addormentarlo.
Addestramento. «È bene chiarire – aggiunge Zasa – che la legge vieta addestramenti che stimolino l’aggressività; allenamenti specifici per la difesa sono legittimati solo per le gare e non per la quotidianità. Ogni cane può essere educato: alla nostra scuola abbiamo una sezione dai 3 ai 6 mesi e una oltre i sei mesi. Per i cuccioli un corso base da 12 lezioni (tre mesi) costa sui 120 euro, quello da 5 mesi 200 euro e poi c’è la quota annuale per il mantenimento in esercizio di 200 euro».
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