Il Tirreno

Pistoia

Porte in faccia e querele all’assemblea del Leone

di Eleonora Ferri
Porte in faccia e querele all’assemblea del Leone

È scontro tra i sostenitori del presidente Roberto Frosini e i suoi contestatori Alla fine al circolo Arci Fornaci devono intervenire anche i carabinieri

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PISTOIA. Sono le 21,41di venerdì sera, quando al nuovo circolo Arci delle Fornaci arriva una pattuglia dei carabinieri: lo scontro all'interno del comitato del rione Leon d'Oro è arrivato alle mani. Quello che si configurava come un duello all'ultimo sangue fra le due fazioni che si sono create all'interno del comitato (quella "dissidente", composta da oltre 70 soci che hanno eletto Marco Pasquetti come presidente, e quella "ufficiale" che continua a riconoscere Roberto Frosini unico presidente del Leon d'Oro) è arrivata invece a uno scontro diretto, fatto di spintoni, porte in faccia e possibili querele. Tutto questo durante la convocazione di venerdì sera dell'assemblea ordinaria dei soci. I "dissidenti" di Pasquetti arrivano alle 20 in punto, in tempo per la prima convocazione, durante la quale però non si fa vivo nessun membro del consiglio "ufficiale". I punti all'ordine del giorno da affrontare sarebbero stati quelli cari a Pasquetti: bilancio consuntivo 2011, presentazione delle attività 2012, bilancio preventivo e nomina di un sindaco revisore. «Sono mesi che va avanti questa querelle – afferma uno dei "dissidenti", Gianfranco Ghiselli – sarebbe stato tutto molto più semplice se ci avessero mostrato i documenti che abbiamo richiesto. L'amministrazione comunale dà 16mila euro ad ogni rione, e nessuno sa come sono stati impiegati questi soldi».

Tra i dissidenti di porta San Marco anche due ragazzi che da anni fanno parte del rione, Andrea Cadeddu e Nicola Marino, e che rincarano la dose: «Veniamo contattati solo per la sfilata, mentre di cose da fare ce ne sarebbero molte. Noi abbiamo proposto la festa della birra, cene e mettere a posto gli strumenti per le sfilate, ma nessuno ha mai preso in considerazione queste idee».

Il clima da guerra fredda che si respira nella stanza del circolo Arci, viene spezzato solo alle 21,20, quando Roberto Frosini entra nella stanza, con il gonfalone in mano e deciso a chiudere ogni possibilità di dialogo con Marco Pasquetti e i suoi seguaci. «Bisogna che usciate per registrarvi, perchè io non so chi siete, non siete partecipanti» e così dicendo, Frosini riunisce l'assemblea ordinaria del Leon d'Oro in un'altra stanza. Alla richiesta dell'avvocato dei "dissidenti" Arianna Mannelli, di poter entrare insieme alla sua assistita, Martina Nerini (consigliera del comitato Leon d'oro, unica autorizzata ad entrare) Frosini risponde di sì ma «senza diritto di parola».È a questo punto, sulla porta che divide "dissidenti" e "ufficiali" che si arriva alle mani. Uno dei soci "ufficiali", Alessandra Tarlati chiama i carabinieri sostenendo di essere stata percossa dall'avvocato Arianna Mannelli, che a sua volta riporta un'evidente contusione sulla spalla. «Mi hanno chiuso la porta addosso – racconta l'avvocato Mannelli – stavo cercando di entrare per esercitare il diritto di difesa della mia assistita, Martina Nerini. Inoltre la mia presenza era stata annunciata dalla mia assistita con un fax inviato a Roberto Frosini». L'assemblea ordinaria del Leon d'oro continua quindi solo per Frosini e i suoi.

Adesso Pasquetti e gli altri procederanno per via legali: «Abbiamo già fatto un esposto alla Guardia di Finanza, e una richiesta formale al Comune». Al centro i verbali della nomina a presidente di Frosini e i chiarimenti so come sono stati spesi i soldi del rione. Domande che non avrebbero avuto, fino ad oggi, risposte chiare. Una battaglia che peserà soprattutto sul rione, a così poco tempo dalla Giostra dell'Orso, ma che sicuramente necessita di essere chiarita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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