Il Tirreno

Pistoia

Enrico Guastini, l’ecologia e la val di Susa nel sangue

di Francesco Albonetti

Il candidato sindaco di “Per un’altra Pistoia” è nato nel paese simbolo dei no-Tav «Ma siamo una lista eterogenea; al centro del nostro programma c’è il lavoro»

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PISTOIA. Enrico Guastini, ricercatore universitario che compirà 32 anni a luglio, è il candidato a sindaco della lista civica “Per un’altra Pistoia”. La sua origine, la Val di Susa, capitale della rivolta no-Tav, è un destino: Guastini ha masticato e pensato ecologia, natura e ambientalismo fin da piccolo. «La mia prima maglietta con scritto No Tav risale ai primi anni 90». Deve alla famiglia della mamma l’origine piemontese, ma anche il nonno paterno era guardia forestale e il padre Dario è anch’egli un attivo ambientalista.

Com’è nata l’idea di candidarsi sindaco?

«Me lo hanno proposto, perché in realtà l’iniziativa di preparare una lista che racchiudesse diverse anime, soprattutto quella dei tanti comitati civici che esistono a Pistoia, è nata prima. Poi hanno proposto me ed ho accettato, ma il candidato poteva essere anche un altro: per noi la persona non ha grande significato»

Quindi non è una lista di “verdi” come alcuni pensano...

«No, è una lista eterogenea: ci sono i Carc, il Partito umanista, comitati, liberi professionisti, studenti e disoccupati, tanta società civile. In essa convivono più anime, di cui quella ecologista è soltanto una. In questa campagna elettorale ci sono diverse liste che si definiscono civiche: questa lo è davvero».

Può dirmi tre punti fondamentali della vostra battaglia?

«Quello centrale da cui deriva tutto il resto è il lavoro. Diciamo no ai troppi centri commerciali che uccidono il piccolo commercio, siamo contrati alla terza corsia perché riteniamo che la valorizzazione della Porrettana favorisca molto di più le attività della nostra montagna, quindi il lavoro. Così come siamo contrari a ai servizi esternalizzati che creano precarietà, mentre crediamo che vadano gestiti direttamente. Il secondo punto è la trasparenza e la partecipazione, un problema grosso a Pistoia: basta vedere quel che sta accadendo con la centrale Repower o con la realizzazione del nuovo ospedale al campo di volo.

L’ambiente?

E il terzo punto. Siamo coinvinti che occorra incentivare l’agricoltura avvicinandosi all’autosufficienza alimentare anche per diminuire l’impatto dei trasporti. Pensiamo che sia folle un piano dei rifiuti che propone cinque inceneritori, seppure con nome diverso. Il caso del nuovo ospedale al campo di volo assomiglia a quello della Val di Susa per la Tav e riassume i tre punti che ho citato: un’operazione imposta senza trasparenza e senza ascoltare le molte perplessità ambientali e di altro tipo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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