Italia
Piano dei rifiuti, osservazioni fino a maggio
La riorganizzazione della raccolta e dello smaltimento dovrebbe entrare in vigore nel 2015
PISTOIA. Ci sarà tempo fino ai primi giorni di maggio per presentare osservazioni sul nuovo Piano interprovinciale dei rifiuti, che oltre a Pistoia interessa le province di Prato e Firenze e che ieri pomeriggio è stato illustrato pubblicamente a Palazzo Balì dall’assesssore provinciale all’ambiente Rino Fragai e dal tecnico dell’assessorato Luca Gentilini. Il piano è già stato adottato dalla Provincia il 13 febbraio scorso ed è stato pubblicato nel Bollettino della Regione il 7 marzo, termine dal quale corrono i 60 giorni pre visti per le osservazioni. Spetterà poi alle tre amministrazioni provinciali coinvolte esaminare le richieste dei cittadini, valutarle ed (eventualmente) modificare il piano per poi approvarlo definitivamente. Non c’era un grande pubblico, ieri pomeriggio, a Palazzo Balì. Ma chi vuol farsi un’idea delle previsioni del nuovo piano rifiuti può scaricare dal sito della Provincia (www.provincia.pistoia.it) tutti i documenti.
Il piano, che dovrevve entrare in vigore nel 2015, ha dimensione interprovinciale perché i nuovi ambiti territoriali ritagliati dalla Regione sono molto più grandi dei precedenti: ce ne sono, infatti, solo tre in tutta la Toscana. Le scelte cardine contenute nel piano sono già note: completa autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti all’interno dei confini dell’Ato; potenziamento della raccolta differenziata, drastica riduzione delle discariche e chiusura di molti impianti, potenziamento dello smaltimento mediante inceneritori (l’elemento che da sempre suscita l’ostilità dei comitati ambientalisti della piana).
Tra l’altro, il piano prevede forme tariffarie commisurate al quantitativo di rifiuti indifferenziati prodotti: una volta a regime, cioé, una famiglia pagherà tanto meno per la spazzatura quanto più sarà attenta a differenziare i propri rifiuti.
In materia di impianti, il piano conferma l’ampliamentodell’inceneritore di Montale e la realizzazione di quello di Case Passerini, a Firenze; sentenza di morte (peraltro attesa) per il Dano, conferma della non previsione dell’impianto per il Cdr a Chiesina Montalese. Su poco più di un milione di tonnellate all’anno di spazzatura, si prevede di mandarne in discarica solo 168.000, contro le attuali 484.000. Il ricorso all’incenerimento crescerebbe dalle attuali 60.000 a 244.000 tonnellate.
(f.cl.)
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