Italia
Così si salvò il portiere del Cantagrillo
E nel novembre scorso fu un atleta del Chiazzano ad essere riportato in vita dal 118
PISTOIA. Negli ultimi anni sono stati due i casi di giovani calciatori salvati in città e zone limitrofe grazie all’uso precoce del defibrillatore, in dotazione ad ogni ambulanza ma anche oramai ad un numero crescente di società dilettantistiche.
Il primo episodio risale all’ottobre 2009, quando, sul terreno di gioco di Casalguidi, il 32enne portiere del Cantagrillo Massimo Innocenti fu colpito da infarto nel mentre era in corso una gara del campionato Uisp in notturna: l’estremo difensore stava sudando in maniera spropositata da diversi minuti e, improvvisamente, si accasciò al suolo privo di sensi. Immediatamente circondato da compagni ed avversari, a salvargli la vita ci pensò la Misericordia del posto che, dopo un breve massaggio manuale, decise di usare il defibrillatore: ed in pochissimi secondi fece migliorare una situazione che poteva diventare disperata.
L’altra storia a lieto fine risale allo scorso novembre, ed è solo in parte legata al mondo del calcio perché il protagonista, si fa per dire, aveva finito da poco di disputare una gara di Uisp con la maglia del Chiazzano. Una partita, quella di Danilo Amitrano, terminata prima del previsto perché, durante uno scatto in mezzo al campo, aveva avvertito un dolore acuto al petto e aveva deciso di andare a farsi una doccia. Rincasato, però, la situazione non era migliorata, così da dover richiedere l’intervento del 118 che, appena arrivato sul posto, si trovò di fronte ad un arresto cardiaco. Fu il defibrillatore a salvargli la vita.
Oramai, comunque, tutte le società dilettantistiche, non solo di calcio, si sono attrezzate con un defibrillatore ed almeno una persona addetta al suo utilizzo, qualora effettivamente dovesse servire.
Oltre che a Pistoia, come detto, la dotazione di questo tipo di strumenti è fortemente sviluppata anche sulla Piana, sia a Quarrata che ad Agliana. Qui, in particolar modo, lo scorso anno è stato portato a termine un progetto a largo raggio che ha coinvolto campi di calcio (stadio “Bellucci” ed i due sussidiari), palestre e tutte le scuole. L’unico difetto del sistema, se così si può dire, è che può essere utilizzato solo nelle occasioni ufficiali. Se, per esempio, si organizza una semplice partita “scapoli-ammogliati” e succede qualcosa di grave, il rischio è di dover aspettare l’arrivo dell’ambulanza. Un lasso di tempo che può anche essere fatale. (s.m.)
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