Il Tirreno

Pistoia

Genitori in Montagna impresa impossibile Un Sos dalle mamme

di Elisa Valentini
Genitori in Montagna impresa impossibile Un Sos dalle mamme

Asili pubblici inesistenti, appello ai candidati a sindaco «Fondamentale avere servizi educativi per i nostri figli»

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SAN MARCELLO. Fare i genitori è l'esperienza più bella, ma forse più complicata di questo mondo. L'affermazione diventa ancor più vera se vengono a mancare alcuni servizi per l'infanzia che forniscano supporto concreto al papà e alla mamma, spesso impegnati entrambi in un lavoro fuori casa.

È il caso della Montagna Pistoiese, dove i servizi rivolti alla prima infanzia si contano sulle dita di una mano. Le carenze non riguardano solo l'aspetto medico-sanitario (assenza di un reparto maternità all'ospedale locale e di un pediatra stabile in loco) ma anche l'aspetto educativo. Dopo la breve esperienza della Casa dell'Orsetto, chiusa nel 2009 per mancanza di iscritti e risorse economiche, in tutta la Montagna non esiste un solo asilo nido pubblico. Unica alternativa ad oggi possibile è il nido privato domiciliare "Re Birba", aperto quasi un anno fa in via Marconi, a San Marcello.

Se le poche iscrizioni avevano contribuito al fallimento della precedente esperienza, fra i neogenitori sembra emergere un rinnovato interesse per l'asilo nido, servizio che in città è dato per scontato. Sabato scorso un gruppo di neomamme arrivate da vari paesi montani si è riunito per riflettere sulle principali mancanze per i loro bambini. Ne è scaturita una lettera poi inviata ai quattro canditati a sindaco per il comune di San Marcello affinché possano prendersi a cuore la questione.

«La necessità di servizi educativi per i nostri figli - scrivono - è un argomento sentito da tutte le famiglie del territorio. La Montagna non offre servizi per la prima infanzia, fondamentali per consentire alle mamme di continuare a svolgere la propria attività lavorativa e ai giovani che intendono mettere su famiglia di continuare ad abitare nelle nostre zone, ripopolandole. L'assenza di tali servizi comporta anche il venir meno della loro funzione educativa, penalizzando i nostri bambini rispetto ai coetanei che risiedono in città, dove esistono spazi di aggregazione e luoghi educativi …».

« Chiediamo alla nuova amministrazione - proseguono le mamme - di valutare la possibilità di aprire un nido attraverso i finanziamenti pubblici messi a disposizione ogni anno dalla Regione Toscana, e facilmente accessibili dai Comuni montani per la loro situazione economico-sociale e territoriale. Il nostro gruppo di mamme si riunirà di nuovo il 16 aprile, alle 17,30, nella sala adiacente ai locali parrocchiali di San Marcello. Chiediamo ai futuri candidati sindaci di rendersi disponibili per un dibattito aperto alla cittadinanza, in cui esporre le loro proposte ed obiettivi politici sul tema ed ascoltare i bisogni dei cittadini. Quando tutti gli schieramenti politici si fanno portabandiera dello slogan “ripopoliamo la montagna” è giusto tener presente che cittadini disposti a farsene carico si aspettano positivi riscontri in termini di aiuti ed estensione di servizi collettivi indirizzati alla struttura fondante di tutte le società: la famiglia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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