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Ammanco, nella perizia spuntano altri nomi

Ammanco, nella perizia spuntano altri nomi

SAN MARCELLO. Sebbene non abbia fornito alcuna delucidazione in merito all’ ammanco di oltre un milione di euro scoperto nelle casse della Comunità montana, l'incontro a porte chiuse fra giunta e...

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SAN MARCELLO. Sebbene non abbia fornito alcuna delucidazione in merito all’ ammanco di oltre un milione di euro scoperto nelle casse della Comunità montana, l'incontro a porte chiuse fra giunta e consiglieri di martedì pomeriggio è riuscito a rinnovare il clima di forte attesa fra la popolazione della montagna pistoiese. L'atmosfera è elettrica fra i cittadini, come pure fra politici ed amministratori e, nonostante il clima di riserbo che sussiste sin dalla scoperta dei primi risvolti, l'ammanco è divenuto oramai argomento fisso all'ordine del giorno. Così, come sempre accade in queste situazioni, più si raccomanda contegno nelle sedi istituzionali più le voci di corridoio si moltiplicano, mischiando talvolta la scarna realtà conosciuta con cifre e dati frutto di semplici ipotesi non supportate.

Per le notizie davvero certe ci sarà da attendere fino al consiglio comunitario convocato per il 23 aprile alle 21, il cui ordine del giorno contiene un punto dedicato al "Rapporto tecnico sull'indagine interna, versione finale". Per la prima volta in una seduta aperta al pubblico dopo l'assemblea del maggio 2011, il superesperto Luca Eller, incaricato delle indagini contabili interne all'ente e perito del pm Luigi Boccia, illustrerà alcuni dati estratti dalla parte non secretata della preziosa perizia. Nelle piccole realtà come la Montagna pistoiese, tuttavia, è difficile tenere proprio tutto sotto ovatta. Così, a seguito della riunione, sono già trapelate alcune indiscrezioni.

La prima, più che una novità, rappresenta una conferma rispetto a ciò che già si presumeva. Nel caso dell'ammanco, oltre all'unico indiziato, il ragioniere economo Giuliano Sichi, sarebbe coinvolto un numero più ampio di persone i cui nomi sarebbero contenuti proprio in quelle pagine della perizia tuttora tenute sotto stretto segreto istruttorio. Da qui si comprende anche il motivo di tanto riserbo su tali documenti il cui contenuto così prezioso servirà da supporto alla Procura della Repubblica. La seconda novità riguarda la durata temporale delle pratiche illecite che, sommate tutte assieme, avrebbero originato l'importo complessivo dell'ammanco. In particolare, sembra che il "caos contabile" già citato nel maggio 2011 da Eller si sarebbe protratto per un periodo ben più lungo dei vent'anni inizialmente supposti. Le origini della documentazione fasulla e "senza pezze d'appoggio" sarebbero da far risalire almeno ad una trentina di anni fa, periodo in cui si sarebbe verificato un vero e proprio "stacco contabile" rispetto alla fase precedente.

(e.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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