«Cattedrale, mal eseguito il montaggio degli infissi»
L’accusa di Bartolomei (Fli) dopo la pioggia durante il mercato antiquario Semplici (Pdl): «Ora agli operatori non deve essere fatto pagare il Cosap»
PISTOIA. Pochi secondi di pioggia intensa e dall’asse centrale del soffitto sono cadute gocce pesanti di pioggia. I rigagnoli comparsi sotto le finestre in alto, ai lati della nuova Cattedrale, hanno minacciato le prese della corrente elettrica.
«Indecente», sostiene Alessio Bartolomei, candidato sindaco alle prossime amministrative e attuale capogruppo in consiglio comunale di Futuro e Libertà. Per Bartolomei «non è possibile spendere 3 milioni di euro per la ristrutturazione di un edificio così importante e poi fare figure del genere».
Soprattutto, afferma, «non ci si possono permettere questi errori». Per Bartolomeri, infatti, si tratta di «un difetto di esecuzione nel montaggio degli infissi». La causa della piogggia che ha bagnato i banchi di alcuni degli espositori del mercato antiquario, al primo fine settimana in Cattedrale dopo l’anno di “penitenza” nella tensostruttura di via dell’Annona.
Quadri, mobili, stoffe, porcellane schizzate di acqua caduta dal tetto intorno alle 12,30 di sabato, quando uno scroscio di pioggia ha lasciato sbigottita la gran parte dei 70 espositori del mercato antiquario. «Il classico lavoro all’italiana», ha commentato sarcasticamente qualcuno. «Mi faccio ridare indietro i soldi», hanno detto altri.
«Sia sul tetto che sulle pareti sono presenti delle prese d’aria. È possibile - commenta l’ingegner Marcello Evangelisti, funzionario comunale - che, complice il vento, l’acqua penetri all’interno». Evangelisti esclude problemi nell’esecuzione dell’intervento.
Cosa che invece fa Bartolomei. «Le prese d’aria si realizzano in maniera tale che quando piove non passi l’acqua», taglia corto.
Caustica Margherita Semplici, consigliere comunale del Pdl: «Il sindaco non si smentisce con le inaugurazioni di fine mandato, basti pensare a quella della biblioteca nel 2007. Gli eventi spot possono risultare legittimi se riguardano opere realmente ultimate, mentre è inaccettabile che, come nel caso della Cattedrale, si aprano al pubblico e agli utenti edifici non perfettamente realizzati o forse non correttamente collaudati. A quanto ammontano i danni subiti dagli espositori? Non ritiene equo, il sindaco, dispensarli dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico?».
Alcuni antiquari, invece, corrono in soccorso del Comune. «Siamo soddisfatti - dicono i loro rappresentanti, Maria Satti, Franco Mercanti ed Enrico Picone - dei nuovi padiglioni. Rispondono alle nostre esigenze, e sono stati consegnati con puntualità, pur trattandosi di un intervento complesso».
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