Il Tirreno

Pistoia

Guida del Leon d’Oro Pasquetti all’attacco «Luce sui bilanci»

di Saverio Melegari
Guida del Leon d’Oro Pasquetti all’attacco «Luce sui bilanci»

Il capo della fazione che avversa l’attuale presidente vuole ottenere più trasparenza e rispetto delle regole

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PISTOIA. Parlare di guelfi e ghibellini è fin troppo riduttivo: la battaglia interna al Leon d’Oro è di quelle da duello appassionante.

Peccato che, da qualsiasi parte la si veda, a rimetterci è il rione stesso, oramai in balia degli eventi ed a questo punto aumentano le probabilità che tutto possa finire in tribunale.

Dopo la convocazione dell’assemblea ordinaria dei soci da parte del presidente “ufficiale”, Roberto Frosini, arriva la pronta risposta da parte della “frangia” che si è staccata creando un secondo consiglio direttivo: chiedono chiarimenti sui bilanci degli ultimi anni del Leon d’Oro che, a loro modo di dire, Frosini si è rifiutato di mostrare.

«Una assemblea alla quale non potremo partecipare – spiega il secondo presidente del Leon d’Oro, Marco Pasquetti – in quanto Frosini ha già mandato una lettera di espulsione a tutti quei soci che, a suo modo di vedere, sono morosi. I motivi che hanno portato alla mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale presidente riguardano decisioni che, negli ultimi anni, sono state prese dalle solite quattro persone in via informale che, anziché rappresentare gli interessi del Leon d’Oro, hanno gestito in modo non democratico il rione».

Il consiglio capeggiato da Marco Pasquetti ha così deciso di rendere pubblici quelli che sono i motivi per cui hanno chiesto la sfiducia di Frosini, Tarlati e Rosellini (i tre membri rimasti del consiglio “ufficiale”): infatti, un quarto membro, Martina Nerini, si è fatta da parte quando ha visto che qualcosa non andava per il verso giusto.

«I motivi di questa mozione sono sette – prosegue Pasquetti – e riguardano il rifiuto, da parte di Frosini, di inserire 70 nuovi soci presentati dalla stessa Nerini senza darci una valida spiegazione. Inoltre, non ci è stato consentito di vedere i bilanci degli ultimi quattro anni e i movimenti bancari effettuati sul conto corrente del rione. Frosini, poi, si è rifiutato di esibire i verbali di dimissione del precedente presidente (Adelmo Reali,ndr) ed il verbale della nuova nomina».

Altro punto interessante è quello della sede, riconosciuta da Frosini in via Baroni 2, dove effettivamente una cassetta della posta esiste ma «tutte le raccomandate che abbiamo inviato a quell’indirizzo ci tornano indietro con la voce “inesistente”. Noi abbiamo già pronta una nuova sede» continua Marco Pasquetti. Infine gli ultimi tre punti contestati.

«Non è stata indetta – conclude Pasquetti – entro il 28 febbraio l’assemblea ordinaria prevista dallo statuto ed, invece, convocata per il 20 aprile con quasi due mesi di ritardo e senza alcuna motivazione. Poi, dall’insediamento di Frosini non è stato ancora nominato il collegio dei sindaci revisori (in teoria si, ma chi si è trovato questa carica ha informato questa parte di rione che non ne sapeva assolutamente niente,ndr) ed, infine, la mancata contestazione ai soci morosi del non puntuale pagamento delle proprie quote».

Un vero rompicapo che andrà avanti a colpi di interpretazione dello statuto - senza scordarsi l’opzione tribunale - e che penalizzerà ulteriormente un Leon d’Oro che, negli ultimi anni, ha sempre avuto difficoltà organizzative.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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