Spes prova a liberarsi del maxi-debito verso la Regione
Prevista la cessione di nove alloggi (al Comune di Pescia) e dell’incasso di alcuni affitti. Il Pdl: entrate troppo incerte
PISTOIA. Cessione di 9 alloggi al Comune di Pescia; cessione degli affitti degli alloggi a canone calmierato nell’area ex Ricciarelli; aumento dell’attività dei tecnici che lavoreranno di più come progettisti per l’esterno. Sono queste tre le principali misure con cui la Spes (società pistoiese per l’edilizia residenziale) conta di rientrare dal debito maturato verso la Regione, una somma che il presidente della Spes Stefano Marini valuta in circa 2,5 milioni di euro e che nasce da due operazioni immobiliari (vedi riquadro) che finora hanno creato soprattutto problemi.
Di qui la decisione di ricorrere ad entrate straordinarie per spazzar via il debito con la Regione, principale macchia di un bilancio, per il resto, tutto sommato sano. La cessione dei 9 alloggi al Comune di Pescia dovrebbe fruttare 1,1 milioni di euro e più o meno la stessa somma dovrebbe arrivare dalla cessione alla Regione del contributo concesso per l’operazione ex Ricciarelli e dei canoni di affitto. L’incremento dell’attività di progettazione, infine, dovrebbe portare circa 300.000 euro.
Della questione si è parlato la settimana scorsa, nel corso di una riunione del Lode, l’assemblea dei 21 Comuni su cui opera la Spes (in pratica la provincia di Pistoia escluso il Comune di Abetone). Il piano ha suscitato alcune perplessità, soprattutto da parte delle amministrazioni di centrodestra e della questione, quindi, bisognerà tornare a parlare.
Intanto due consiglieri del gruppo Pdl al Comune di Pistoia, il capogruppo Alessandro Capecchi e il consigliere Margherita Semplici, spiegano le perplessità della loro parte politica. «Nutriamo forti preoccupazioni – dicono – per il futuro di Spes e ci meraviglia l’apparente noncuranza della giunta uscente rispetto alla situazione economico finanziaria della società che gestisce l’edilizia sociale in provincia». In particolare Capecchi e Semplici ritengono che il piano straordinario si fondi «su poste estremamente aleatorie». Sui 9 alloggi da vendere al Comune di Pescia si chiede se ci sono previsioni specifiche nel bilancio del Comune valdinievolino o se «tale alienazione è un ottimistico sogno del direttore della società, che non tiene affatto conto della difficile situazione economico-finanziaria degli enti locali». Operazione ex Ricciarelli: «visto lo stato di avanzamento dei lavori – chiedono i due – è certo il direttore che queste previsioni siano attendibili?». Ultimo punto, l’incremento della progettazione esterna: «questa attività si concilia con l’imminente trasformazione di Spes da spa a società consortile? E come è possibile un tale incremento di attività se restano inviariate le unità di personale?».
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