Il Tirreno

Pistoia

Breda giapponese? I sindacati dicono no e convocano i partiti

di Marta Quilici
Breda giapponese? I sindacati dicono no e convocano i partiti

Fiom scettica sulle voci di acquisto da parte di Hitachi Il 20 aprile segretari politici nazionali a Pistoia

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PISTOIA. Mentre i sindacati chiamano a raccolta la politica invitando il 20 aprile a Pistoia tutti i segretari nazionali di partito, Finmeccanica tratta per vendere una parte del suo pacchetto di aziende ferroviarie. Secondo le indiscrezioni pubblicate ieri dal Sole 24 Ore ed emerse a margine dell'incontro del coordinamento nazionale di AnsaldoBreda, lunedì pomeriggio, Finmeccanica sarebbe in una fase di trattativa avanzata con il colosso giapponese Hitachi, per acquistare il 50% del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano, mettendo al contempo le mani sul "gioellino" Ansaldo Sts che si occupa di segnalamento.

Al 31 marzo dell'anno scorso, la Hitachi contava qualcosa come 84,39 miliardi di euro di ricavi di cui circa il 56% realizzati in Giappone. L'utile operativo del gruppo si attesta intorno ai 4 miliardi di euro e conta oltre i 361mila addetti. I numeri (e i conti) di Finmeccanica sono ben più modesti: 3.228 milioni di euro di ordini nel 2010, 7.093 addetti e, per AnsaldoBreda, una perdita arrivata in sei anni a un miliardo di euro. Da un punto di vista finanziario, il gruppo ferroviario pistoiese-napoletano non è un boccone allettante, ma per il colosso giapponese potrebbe esserlo in una logica di espansione dei mercati. L'azienda giapponese, infatti, potrebbe puntare, attraverso le due italiane AnsaldoBreda e Ansaldo Sts, a entrare sul mercato ferroviario europeo e occidentale in cui per adesso non è presente. Per quanto riguarda Breda, la possibilità sembra dell’acquisto di metà del pacchetto societario, mentre per Sts (attualmente al 40% Finmeccanica e al 60% sul mercato) l'idea sarebbe di acquistare il 29% delle quote Finmeccanica, riequilibrando la parte pubblica con l'ingresso della Cassa depositi e prestiti con un 18% preso agli azionisti.

«Apriranno il libro dei conti, vedranno i bilanci disastrosi di AnsaldoBreda, e faranno la fine di tutti i potenziali acquirenti che l'hanno preceduta. Ossia rinunceranno»: così Nicola Riva, segretario Fiom commenta la notizia della possibile vendita a cui peraltro i sindacati si sono sempre opposti. Secondo il sindacalista della Uil Giovanni Contento, invece, un partner giapponese «sarebbe l'ideale per sviluppare le attività e garantire occupazione in Italia». C'è anche chi nota la "strana coincidenza" tra la diffusione della notizia apparsa ieri e la convocazione, sempre per ieri, del consigio di amministrazione Finmeccanica per il bilancio. «Riteniamo il quadro rappresentato tutt'altro che rassicurante – scrivono Fiom, FIm, Uilm, Uglm in una nota congiunta riferita all'incontro con l'azienda di lunedì – e aggravato ulteriormente dalle indiscrezioni apparse oggi sulla stampa rispetto a un interessamento da parte di Hitachi Rail per AnsaldoBreda». La nota dei sindacati non nasconde che aspetti positivi sono emersi, tra i quali il superamento per il 2012 degli esuberi dichiarati, l'impegno scritto alla stabilizzazione dei lavoratori somministrati che saranno assunti gradualmente entro il 31 dicembre di quest'anno, la conferma che gli attuali lavoratori dell'incentrato saranno bacino di reclutamento in caso di assunzioni. Per il resto, «l'azienda non è nella condizione di traguardare una prospettiva per il futuro in termini di investimenti e sviluppo di nuovi prodotti, che sono necessari per presidiare i mercati nazionali ed internazionali».

Di qui l’idea di un appello ai gruppi politici in parlamento perché dicano la loro sul futuro di AnsaldoBreda e dell’industria ferroviaria italiana attraverso una riunione dei segretari nazionali a Pistroia il 20 aprile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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