La Coop Incontro: tanti giovani tra i “ludodipendenti”
Sempre più giovani dipendenti dal gioco. Dai “gratta e vinci” alle macchinette, dalle scommesse al poker on-line: tutto ciò che ha a che fare col gioco d'azzardo è per legge vietato
PISTOIA. Sempre più giovani dipendenti dal gioco. Dai “gratta e vinci” alle macchinette, dalle scommesse al poker on-line: tutto ciò che ha a che fare col gioco d'azzardo è per legge vietato ai minori. Non sempre è così però. Il dottor Giuseppe Iraci Sareri della Cooperativa Incontro, che da anni si occupa di persone dipendenti dal gioco, mette in guardia sul recente aumento dei giovani, anche minorenni, che si rivolgono alla cooperativa per problemi di ludopatia, ossia di dipendenza dal gioco.
Fino a poco tempo fa l'identikit del giocatore rispondeva alla descrizione di un uomo, adulto, spesso di scarsa istruzione e cultura. Con la crisi economica il fenomeno è divampato tra cassintegrati e disoccupati che non trovando una possibilità di ascesa sociale nel lavoro, cercano la svolta nella sorte. Ma il mercato del gioco, dopo aver quasi saturato il "mercato" maschile, vuole accaparrarsi nuovi consumatori nei giovani e nelle donne.
«Su Pistoia l'incremento del gioco è purtroppo quasi inarrestabile – spiega Giuseppe Iraci – e va di pari passo all'aumento dell'offerta che a livello nazionale oscilla tra il 10 e il 15%. Le persone che ci chiedono aiuto sono sempre di più e ci sono anche giovani e studenti delle scuole superiori. Spesso si tratta di ragazzi che hanno anche problemi di carriera scolastica o di rapporti sociali e amicali difficili».
«Ci sono poi locali – continua Iraci – in cui agli innocui videogiochi vengono affiancati, seppur in sale separate, da slot machine vietate ai minori e che finiscono per diventare veri e propri luoghi di ritrovo. Il fatto che il gioco abbia assunto un sempre maggiore consenso sociale, ha spinto anche le donne a tentare la fortuna, solitamente con i “Win for life” e i “Gratta e vinci” che vengono venduti ormai anche alle Poste. Credo davvero sia importante anche per questo che i Comuni mettano mano a un regolamento che disciplini tutto ciò».
(m.q.)
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