Il Tirreno

Pistoia

I negozi tipici ripopolano via Palestro

di Elisa Pacini
I negozi tipici ripopolano via Palestro

Tra i nuovi arrivi un’eccellenza dell’artigianato locale come il Biscottificio Guarducci. «Questa strada va valorizzata»

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PISTOIA. Farina e uova rigorosamente a km zero, una sconfinata passione tramandata dal babbo e la pazienza per il rispetto dei tempi di lavorazione. Sono questi gli ingredienti che Chiara Guarducci mette nei suoi biscotti artigianali che in un anno hanno preso per la gola tanti pistoiesi. Siamo di fronte a un’altra eccellenza dell’artigianato pistoiese.

Aprendo la porta bianca del “Biscottificio Guarducci” di via Palestro ci si trova immersi in un piccolo ed accogliente locale dove il tempo sembra essersi fermato. A un lato della vetrina dei dolci, tutti basati sulla tradizione toscana rivisitata dalla fantasia gustosa di Chiara, c’è un piccolo angolo con tavolino e sedie in ferro di ottocentesca memoria, dall’altro nello scaffale con le dolci creazioni, ci sono le scatole di latta che ricordano i tempi di quando i biscotti erano quasi un bene di lusso a meno che in casa non ci fosse qualcuno che li sapesse creare. Uno come Renzo Guarducci, per quarant’anni direttore della centralissima pasticceria Mattei di Prato,e soprattutto padre di Chiara che è cresciuta tra i sapori e gli odori del suo lavoro. «La mia è una tradizione familiare che voglio mandare avanti- dice Chiara- mio padre ha lavorato tanti anni alla pasticceria Mattei, facendo la fortuna del negozio. Insieme alle mie sorelle, sono cresciuta in mezzo ai biscottini. Il mio primo dolce l’ho fatto con lui ed è stato il babbo ad insegnarmi tutti gli accorgimenti e i segreti di questo lavoro. Aprire un negozio era il mio sogno e, anche su spinta di mia mamma, ci sono riuscita».

Padre pratese, mamma pistoiese, Chiara è cresciuta nella città laniera per poi trasferirsi a Pistoia dove, alla vigilia di Natale del 2010, ha materializzato il suo sogno, aprendo il Biscottificio che arricchisce una via che sembra fare il percorso inverso di tante strade del cuore antico di Pistoia. In via Palestro infatti gli artigiani, sia del cibo che della moda, sono tornati e ripopolano una delle arterie lungo la quale scorreva la prima cerchia di mura e che più somiglia alla Pistoia del Medioevo. Per questo Chiara lancia la sua idea a colleghi ed enti. «Sarebbe bello- dice la pasticcera- valorizzare la vocazione di questa via data dall’impronta artigiana che è tornata ad avere. Invece è un po’ dimenticata dal giro del centro».Chiara di idee in cantiere ne ha diverse e un’altra è prettamente culinaria, lanciata ancora alla sua città d’adozione. «Tra i biscotti che i pistoiesi mi chiedono di più- dice- ci sono le barrette ai lamponi, potrebbero diventare i biscotti di Pistoia? Io mi candido (ride, ndr). La mia pasticceria, dai dolci ai biscotti, si basa sulla lavorazione di prodotti della filiera corta. Farina, uova, ricotta, cerco di usare solo prodotti a km 0 quando è possibile. Lo faccio perché punto sulla qualità e cerco di aiutare quelle piccole aziende agricole locali che non sono ripagate per il loro lavoro». Una scelta sempre più apprezzata dalla clientela. “Devo dire che negli ultimi due anni- conclude Chiara- la gente cerca sempre di più i prodotti locali, vuole sapere quello che mangia e sta più attenta. Pistoia ha risposto bene alla mia offerta, chi è venuto nel mio negozio, spesso è tornato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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