Le puntano il fucile contro rapina choc a Valenzatico
La ragazza svegliata dai ladri, che si erano impossessati di un fucile. Francesco Niccolai, il padre, vivaista, riesce a farli desistere: «Il danno è psicologico, prima che materiale»
Sciarpa sopra il naso e cappello in testa, muti come pesci per non farsi tradire dal timbro di voce o da un eventuale accento. Erano in due. Sono entrati scassinando una persiana sul retro. Nella villa a Valenzatico della famiglia Niccolai stavano dormendo tutti.
La figlia riposava con il fidanzato in salotto, sul divano. Quando si sono svegliati, avevano un fucile puntato contro e due ombre davanti ferme e mute che li tenevano sotto tiro: è stato uno choc. Lei ha iniziato a urlare, svegliando tutti. Il padre, animato dal coraggio della disperazione, si è precipitato al piano terra e, vista la scena, ha iniziato a minacciare i rapinatori: «Vado a prendere il fucile! Andatevene subito! Anch'io sono armato!» ha iniziato a gridare. Nel frattempo la moglie, anch'essa tempestiva e coraggiosa, non si è fatta prendere dal panico e si è precipitata alla centralina dell'allarme inserendo il codice di attivazione. Dopo poco la sirena ha iniziato a suonare squarciando il silenzio della notte di Valenzatico.
I rapinatori, quindi, sono stati costretti a dileguarsi. Se ne sono andati sui sedili della Mini Cooper di famiglia e con un bottino fatto di contanti, borse, portafogli, ma anche di capi di abbigliamento.
È successo nella notte tra martedì e mercoledì a Quarrata. A farne le spese la famiglia di Francesco Niccolai, vivaista quarratino, tiolare dell’azienda Etruria Piante di via del Cantone 99. Niccolai era in casa insieme alla moglie, alle due figlie e al fidanzato di una delle due. L'altro figlio, studente universitario, non si trovava in casa. «E' accaduto nel cuore della notte - raccontava ieri mattina Francesco Niccolai -. Probabilmente hanno aspettato che partisse l'ultimo camion dalla ditta (i capannoni si estendono dietro la casa, ndr) e sono entrati in azione. La partenza del carico era prevista per le 3, quindi sarà accaduto tutto verso le 3 e 10. Sono entrati da una finestra, rompendo una persiana. In casa c'eravamo tutti, tranne mio figlio: io, mia moglie e una delle mie due figlie eravamo al piano di sopra a letto. L'altra mia figlia, invece, era in salotto a guardare la televisione con il fidanzato e dopo un po’ si sono addormentati. Quando sono entrati i rapinatori, infatti, stavano entrambi dormendo e in casa nessuno si è accorto di niente. Hanno fatto il loro comodo, passando in rassegna il piano terra e salendo poi al primo piano».
I due ladri, attesi probabilmente da un palo all'esterno, hanno preso contanti e oggetti di valore. «Hanno rubato gli 800 euro che mia moglie aveva lasciato da una parte per pagare le bollette -spiega Niccolai -, un regalo che mia figlia aveva comprato per una coppia che si sta per sposare, borse, portafogli, ma anche scarpe e giubbotti». Una volta ripulito tavolini, scaffali e mensole, i rapinatori stavano per andarsene, quando hanno visto la fuciliera: «Ci tengo i fucili da caccia ben chiusi e scarichi -continua Niccolai-. Li hanno presi, sono usciti in giardino, hanno tolto le protezioni, li hanno caricati e sono rientrati. Li hanno puntati addosso a mia figlia che dormiva sul divano, lei ha iniziato a urlare e così mi sono svegliato anch'io. Sono sceso in sala e quando ho visto cosa stava accadendo ho "bleffato": ho detto che anch'io avevo i fucili, che sarei andato a prenderli e ho fatto finta di procurarmelo per davvero. Nel frattempo mia moglie ha inserito l'allarme, che ha iniziato a suonare, e loro sono scappati. È stato uno choc: mia figlia a piangere, tutti gli altri sconvolti. È stato più un danno morale e psicologico che di natura economica. Sono scappati a bordo della nostra Mini Cooper, ma dopo poco l'hanno abbandonata. È stata ritrovata la mattina dopo dentro gli argini del torrente Stella».
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