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Lavoro, arriva la Carovana per le proposte dei precari
Alle 19 in piazza della Sala la manifestazione promossa dalla Nidil per i giovani «Dati allarmanti sulla disoccupazione degli under 30». Testimonianza choc
PISTOIA. Questo pomeriggio, alle ore 19, arriverà in piazza della Sala il pulmino della “Carovana del lavoro”, promossa dalla Cgil Nidil (nuove identità di lavoro) e dalle associazioni studentesche e giovanili della città, primo passo del progetto “Essere precari è monotono!”. L’iniziativa, che toccherà tutti i capoluoghi di provincia della Toscana e terminerà il prossimo 16 Marzo a Firenze con l’incontro col segretario della Cgil Susanna Camusso, sarà un’occasione per chiunque vorrà portare la sua testimonianza lavorativa, all’interno di un programma che prevederà anche alcuni interventi programmati. Nel un decalogo di proposte che i giovani precari proporranno al governo, reo di non aver favorito l’inserimento lavorativo in tutte le ultime manovre, il punto nodale sarà rappresentato dalle 46 tipologie di contratti atipici che imperano nei rapporti con le aziende italiane.
I dati sono allarmanti, come annunciano Daniele Gioffredi, segretario confederale della Cgil Pistoia con delega al mondo del lavoro e Sara Simboli, segretario Nidil Cgil: «Nell’ultimo anno – secondo Simboli – in Italia si è avuto un aumento del 30% della disoccupazione giovanile, che rappresenta il record negativo dal 2004. In Toscana più della metà dei giovani fra i 20 e i 34 anni, nel 2011, non ha svolto lavoro retribuito e, nella stessa fascia d’età, solo il 45% è riuscito ad avere un contratto a termine. La percentuale si abbassa drasticamente nella fascia dai 25 ai 29 anni, dove solo un giovane su quattro ha un contratto a termine. Oltre a questo, il percorso che porta verso il lavoro indeterminato è faticoso, lungo e spesso nemmeno previsto. In Toscana solo 30 precari su 100 riescono a passare da un lavoro temporaneo ad uno stabile».
Non potendosi più, in molti, casi, appoggiarsi sulle pensioni dei padri o dei nonni, negli ultimi anni è cresciuta anche la povertà giovanile, come conseguenza dell’allargamento della distanza fra il reddito dei più giovani e del resto della popolazione che in Toscana è del 28%.
Accogliamo la testimonianza di un giovane che, per motivi di sicurezza vuole mantenere l’anonimato, e che come molti altri si è trovato senza impiego dopo aver lavorato per anni in un istituto di credito:
«Sono stato assunto a tempo determinato nel 2008 con contratti rinnovati ogni tre mesi e arrivato al limite di tempo imposto per l’assunzione definitiva il contratto non è stato trasformato in uno a tempo indeterminato. Ora sono disoccupato, però l’azienda nel frattempo sta continuando ad accogliere nuovi ingressi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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