Il Tirreno

Pistoia

Bartoli si ribella dopo il no «Nasce un Pd stravecchio»

di Fabio Calamati

Il candidato giunto secondo alle primarie è stato escluso dalla lista per il Comune L’accusa del segretario: «Si muove come un capocorrente, cercava accordicchi»

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Stiamo valutando quello che si deve fare, soprattutto per il bene della città». Roberto Bartoli, fresco di esclusione dalla lista del Pd per il prossimo consiglio comunale, non conferma (per ora) l’intenzione di candidarsi autonomamente a sindaco. Ma la rabbia per il “no” incassato dalla segreteria comunale Pd, nella riunione dell’assemblea comunale di martedì sera, è tanta.

«È stato un fatto inaudito – dice il candidato alle primarie giunto secondo con il 28% dei voti, battuto da Samuele Bertinelli (44,6% ) – a quell’assemblea è stato bocciato un documento che chiedeva alla segreteria di riconoscere nella formazione della lista per il Comune, il pluralismo delle posizioni dentro il partito. Non è un problema di posti, ma di principi fondamentali. Sta nascendo un Pd più vecchio del vecchio, che non tollera le diversità, nel quale non mi riconosco, visto che ho sempre lottato per un altro partito. E quello che dispiace di più è che la cosa sia portata avanti da chi ha sempre dichiarato di volere il rinnovamento. In realtà hanno paura di coloro che un domani potrebbero essere interlocutori forti».

In realtà l’ordine del giorno approvato alla fine dall’assemblea riconosce, tra i criteri di selezione delle candidature, «la rappresentanza plurale delle varie sensibilità politiche presenti all’interno del partito, con riferimento all’ultima tornata congressuale del livello competente». «Ma è solo un paravento – replica Bartoli – anche perché poi lo stesso documento riserva alla segreteria comunale il vaglio e l’individuazione dei candidati...».

In realtà alla “questione Bartoli” il segretario comunale Paolo Bruni ha dedicato una buona parte della sua relazione all’assemblea di martedì. Il passaggio chiave della relazione è quello in cui Bruni spiega perché considera “inopportuna” la candidatura dello stesso Bartoli. «Aver partecipato alle primarie – ha detto Bruni – non significa essere diventato capo di una corrente e invece Roberto si muove ormai come tale. Secondo me e secondo la segreteria è sbagliato. Le primarie non sono un congresso, ma servono a selezionare la candidatura più forte per fare il sindaco. Non altro». Invece Bruni rimprovera a Bartoli, tra l’altro, di «prefigurare percorsi paralleli a quelli del partito», convocando ad esempio «riunioni al Melos separate e preventive, prima di una riunione ufficiale come questa... Nulla di nuovo e positivo rispetto alle vecchie logiche di gruppetti e accordicchi». Per questo la candidatura di Bartoli non è opportuna, mentre – ha confermato Bruni – nella lista Pd potranno esserci persone che lo hanno sostenuto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera