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Ferme oltre 200 pratiche edilizia privata al palo

Ferme oltre 200 pratiche edilizia privata al palo

I permessi per essere accolti devono avere la doppia o tripla conformità Appello dei geometri: «Il Comune ci dia una mano almeno sulla burocrazia»

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Permessi per costruire o richieste di sanatoria, pareri preventivi o accertamenti di conformità. Sono 215 le pratiche attualmente ferme negli uffici edilizia privata del Comune, rimaste al palo dopo il mancato varo del Regolamento urbanistico. Un quarto del totale , visto che in tutto dalla primavera 2010, quando il Regolamento prima versione è stato adottato in consiglio, sono state espletate 821 pratiche.

215 pratiche edilizie al palo. Nel dettaglio, sono 13 le pratiche inevase relative a domande di permesso a costruire, contro un totale di 109 già rilasciate. Sono invece 48 quelle relative ad accertamenti di conformità (sanatorie) contro 155 rilasciate. Le pratiche ferme che riguardano richieste di atto di assenso sono 64, a fronte di 347 assensi rilasciati. Infine, sono al palo 90 pratiche di parere preventivo, contro 210 pareri positivi già rilasciati.

Doppio e triplo regime di conformità. Se ne sono sentite dire di tutte sulle conseguenze della mancata approvazione del Regolamento urbanistico. Città bloccata almeno fino al 2013 o ci sono margini di manovra? «Sicuramente fino al marzo 2013 le pratiche dovranno seguire il doppio e, in molti casi, il triplo regime – dice Francesco Bragagnolo, dirigente del servizio urbanistica del Comune – Questo significa che ogni richiesta di intervento da parte di privati, per poter essere accolto dagli uffici, dovrà essere conforme sia al Regolamento urbanistico adottato, cioé quello deliberato senza le variazioni che erano state previste per l’approvazione finale, sia al vecchio piano regolatore. In più, gli interventi che derivano da abusi edilizi per i quali viene richiesta la sanatoria, i cosiddetti accertamenti di conformità, avranno bisogno addirittura di tre gradi di conformità, oltre a quelli del Regolamento urbanistico e del piano regolatore».

Molti ci rinunciano. L’architetto Bragagnolo fa notare che quel numero di pratiche ferme di per sé non molto elevato, non tiene però conto di un fatto: molti privati o professionisti rinunciano alle richieste iniziali, o addirittura al progetto, sapendo che non gli verrà accolto. «In molti casi pur di non vedersi bocciare la pratica – spiega il dirigente comunale – chi presenta le domande è disposto a rinunciare a parti dell’intervento, accontentandosi di quel poco che può essere approvato».

Appello dei geometri alle amministrazioni. E’ stato detto in varie occasioni che non tutti i professionisti, anche dopo le modifiche, vedono di buon occhio il Regolamento slittato. Ma ancor di più è ritenuta pesante e non sopportabile l’attuale situazione di stallo. «Al di là di come è andata col Regolamento urbanistico, chiediamo che anche il Comune in particolare e le altre amministrazioni come Provincia e Genio civile, facciano la loro parte nello snellire le procedure e gli ademplimenti nelle richieste di ristrutturazione – dice Massimo Melani, presidente del Collegio dei geometri – Con l’attuale crisi e al di là della manutenzione straordinaria, l’edilizia vive di piccoli interventi e occorre assolutamente sburocratizzare la materia a livello di uffici, togliere un po’ di carichi di carte e documentazioni in un periodo come questo per venire incontro sia agli utenti che ai professionisti».

« Con questa situazione – conclude Melani – non c’è più la voglia di intraprendere, di sviluppare e approfondire, mancano certezze sui tempi. Siamo in una vera palude».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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