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Il Wwf esulta: «Uno stimolo a ripensare il ciclo dei rifiuti»
PISTOIA Comitati e associazioni ambientaliste esprimono soddisfazione per la sentenza pronunciata mercoledì scorso dal giudice Patrizia Martucci nell'ambito del processo sugli sforamenti di diossine...
PISTOIA
Comitati e associazioni ambientaliste esprimono soddisfazione per la sentenza pronunciata mercoledì scorso dal giudice Patrizia Martucci nell'ambito del processo sugli sforamenti di diossine dell'inceneritore di Montale. «Questo risultato - commentano dal Wwf Pistoia - deve essere uno stimolo per invertire la tendenza e raggiungere una corretta gestione dei rifiuti basata su raccolta differenziata porta a porta, riuso, riciclo, riduzione degli scarti prodotti e, solo in ultima istanza, smaltimento: attuabile anche attraverso metodi alternativi all'incenerimento. Il nuovo piano interprovinciale dei rifiuti - ricordano dal gruppo pistoiese - ci sembra che vada proprio nella direzione opposta prevedendo l'ampliamento dell'impianto di Montale e la costruzione di quello di Case Passerini».
«Finalmente giustizia è fatta - ripetono dal Comitato per la chiusura dell'inceneritore dopo la condanna di Giorgio Tibo e Maurizio Capocci, ex numeri uno di Cis srl, a un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa), 30 mila euro d'ammenda e al risarcimento, in solido con la società, di 44 cittadini e dell'associazione Legambiente per gli sforamenti del luglio 2007 - La nostra preoccupazione tuttavia continua perchè riteniamo che l'impianto rappresenti ancora oggi un rischio. Resta poi l'amarezza che non tutti i soggetti responsabili siano stati raggiunti da adeguato provvedimento. Da anni - precisano inoltre i membri del gruppo montalese- va avanti un pesante conflitto di interessi tra i "sindaci proprietari" e i "sindaci prime autorità sanitarie"».
Aspra critica infine per il primo cittadino David Scatragli che, secondo il Comitato, «rinuncia al confronto diretto, minaccia querele e sfida il gruppo sull'interpretazione dei pareri rilasciati dall'Asl».(b.f.)
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