Il Tirreno

Pistoia

Il Sunia e l’Arca fanno fronte comune sulle morosità

di Michele Galardini

Non si placa la polemica sulle case popolari «Comune e Spes fanno orecchi da mercante sulla legge»

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PISTOIA

Prosegue a ritmo serrato il ping pong doppio fra Sunia e Arca, da una parte, e Spes e amministrazione comunale dall’altra. Dopo che l’assessore Paolo Lattari nei giorni scorsi aveva accusato la società Arca di essere l’unica responsabile per la mancata gestione dei casi di morosità nei condomini pubblici, puntuale, ieri mattina, è arrivata l’ennesima replica delle altre due parti interessate.

Il segretario provinciale del Sunia, Davide Innocenti, ha portato all’attenzione alcuni casi singoli, significativi per spiegare la sua posizione: «Ci sono alcuni casi in cui il condòmino moroso è il Comune stesso. Nello specifico abbiamo una lettera nella quale è riportata una cifra di 2700 euro di morosità in un condominio ed è specificato che dovrebbe essere la Spes a pagare. Lamentiamo che si ometta volutamente l’esistenza di una normativa regionale che, nelle situazioni di morosità, prevede la decadenza del contratto o addirittura lo sfratto, senza il bisogno di ricorrere a decreti ingiuntivi. Questa legge, per volontà politica, non è stata mai applicata e quindi è chiaro di chi è la responsabilità».

Ancora più duro il commento di Piero Dini dell’Arca, chiamato più volte in causa sia da Lattari che dal presidente della Spes, Stefano Marini. «Finché c’era l’Ater noi sapevamo chi era il soggetto deputato al pagamento. Nel momento in cui è diventata Spes Spa, di proprietà dei Comuni, si è creato un contratto di servizio che noi non conosciamo nel quale non c’è scritto chi deve pagare per i casi di morosità al contrario di quanto accade in molte altre amministrazioni come Firenze e Pisa. La legge regionale prevede che ci siano anche dei casi sociali che non possono essere né sfrattati né costretti a pagare ma nessuno ci ha mai comunicato quali sono questi casi. Diventa perciò difficile fare il recupero dei soldi se queste persone ricadono sotto la tutela della legge ed è uno dei motivi per cui da due anni non gestiamo più condomini a Pistoia ma continuiamo a Prato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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