Il Tirreno

Pistoia

Forno spento la Socrem ora si ribella

PISTOIA La vicepresidente della Socrem, la Società per la cremazione, interviene sui disagi provocati dalla chiusura del forno crematorio del cimitero comunale, il 31 dicembre scorso, per emissioni...

1 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

La vicepresidente della Socrem, la Società per la cremazione, interviene sui disagi provocati dalla chiusura del forno crematorio del cimitero comunale, il 31 dicembre scorso, per emissioni fuorilegge. Laura Pierinelli sottolinea che l’impianto, inaugrato ad aprile 2011, aveva superato tutte le verifiche e che adesso la sua chiusura provoca grandi disagi alle famiglie dei defunti, che devono spostarsi in altre città attendendo fino a 10 giorni la cremazione del proprio caro.

«Mi sento offesa e amareggiata – scrive Perinelli – per il mancato rispetto nei confronti dei cittadini e della Socrem e per l’ingente danno che ha subito e che sta tuttora subendo la stessa società, sia a livello morale che economico, avendo investito un ingente capitale per garantire ai cittadini un servizio migliore. Le amministrazioni locali, sia il Comune che la Provincia, hanno dimostrato un totale disinteresse per il problema e considero una cosa vergognosa che a distanza di due mesi dalla chiusura dell’impianto, nessuno si sia adoperato per far sì che venga resa l’autorizzazione alla sua riapertura».

«Chiedo quindi, a chi di dovere – conclude la lettera – di intervenire con sollecitudine alla risoluzione di questa diatriba, che a parer mio (e non solo) è durata anche troppo, anche perché non ritengo motivato questo prolungamento dei tempi dato che la società ha fatto tutto ciò che le è stato richiesto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera