Resti di esumazioni ai muri del cimitero
Proteste a Casalguidi per le condizioni del camposanto: tombe nel fango, scale inaccessibili e custodia inadeguata
Si è temuto che quei sacchi di plastica banca con sopra la scritta “rifiuti urbani da esumazione” contenessero addirittura ossa e altri resti di salme. Anche se così non era – i sacchi contenevano soltanto parti di feretri e altri materiali – restano dure le proteste dei frequentatori del cimitero di Casalguidi: tombe in mezzo al fango, sacchi pieni zeppi di resti provenienti da tombe accatastati al muro per settimane, gradinate per arrivare ai forni prive di protezioni. Se questo non bastasse, c’è anche chi segnala dentiere e pezzi di vestiti abbandonati tra la terra smossa. I frequentatori stigmatizzano quindi con forza l’incuira e il degrado che regnano sovrani nel camposanto, dove per portare un fiore all’amata moglie o all’adorato padre scomparsi negli ultimi mesi, ci vogliono le calosce.
Trovare il custode – segnalano i frequentatori – inoltre è quasi un’impresa impossibile. Quello ufficiale è assente per malattia e quello ufficioso, dicono, è assente e basta. Anche arrampicarsi fino ai piani alti diventa una sfida pericolosa, specialmente per le signore e i signori che hanno molti anni sulle spalle e poca forza nelle gambe. Le scalinate infatti, rimesse a nuovo nel 2011, sono ancora senza ringhiere. Al posto del corrimano c’è un nastro segnaletico bianco e rosso legato a due pali da cantiere edile. Dei parapetti tra un livello e l’altro poi, divisi da oltre un metro e mezzo di altezza, non v’è traccia. Per finire, ci sono quei sacchi bianchi con su scritto “rifiuti urbani da esumazione” lasciati contro il muro, sotto il sole e la pioggia, in attesa di una tardiva rimozione. Ad alcuni è venuto anche il sospetto che lì dentro ci possano essere le ossa dei defunti disseppelliti.
L’amministrazione serravallina però assicura: «In quei contenitori solo pezzi di bare e spazzatura». La dichiarazione non pare tuttavia sufficiente a placare i frequentatori. Uno di loro, BartolomeoBardelli, incalza: «Quest’incuria non è più accettabile. È una mancanza di rispetto per tutti noi cittadini. Intorno alle nuove sepolture non ci si può nemmeno metter piede». Le tombe sparse tra la terra argillosa sono una quindicina. Gli addetti del consorzio empolese, a cui è affidata la gestione del cimitero, non si preoccupano di ricoprire quella porzione di terreno con il ghiaino e la gente cerca di cavarsela come può. Soprattutto sistemando a terra tavole di legno o portandosi il cambio scarpe da casa. «Sono moltissime le persone che si lamentano per questa situazione – prosegue Bardelli -. Invece di tumulare e risanare l’area, tutto è lasciato nel degrado più assoluto. «Quando riesumano capita inoltre che vengano portati in superficie pezzi di vestiti, o addirittura dentiere. «Chi gestisce dovrebbe preoccuparsi di buttar via i resti e invece tocca a noi intervenire».
La gente punta il dito contro la gestione complessiva della struttura. Sembra infatti che il custode sia praticamente introvabile. «Anche solo per cambiare un lumino bisogna telefonare» informa Bardelli. E persino buttare l’immondizia diventa complicato, visto che i contenitori sono garantiti soltanto all’ingresso del cimitero.
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