Il Tirreno

Pistoia

L’ultimo «grazie» al volontario ucciso da un malore

di Beatrice Faragli

Commossa partecipazione alle esequie di Gabriele Acone Decine di colleghi si sono stretti intorno ai familiari

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AGLIANA

Il feretro, avvolto nella bandiera del Brasile, è stato accolto sul sagrato da decine di volontari in divisa. Ieri pomeriggio una piazza Gramsci stracolma di gente ha dato l’ultimo saluto a Gabriele Acone, il giovane operaio di Spedalino ucciso da un malore poco dopo l’una e trenta di mercoledì notte.

I colori della terra sudamericana impressi sulla bara. I tanti amici con solchi profondi di lacrime sulle guance a ricordare la generosità del volontario aglianese scomparso a soli 37 anni di fronte agli occhi di mamma Nunzia. La Misericordia era al completo, stretta nella chiesa di San Piero: troppo piccola per far posto a tutti quelli che amavano Gabriele. «Quanti amici, quante persone si sono mosse per lui. Quanta comunità si è stretta intorno al dolore dei familiari. Quante parole, quanti messaggi, quanti abbracci in questi giorni – ha detto don Paolo Tofani dal pulpito -. E’ necessario stare vicini, muoversi, andare, dire qualcosa: quanto è importante tutto questo per la famiglia» ha ricordato il sacerdote durante la funzione.ù E proprio dai familiari si è alzata la voce più forte. «Mi ricordo – ha detto la sorella Marilena – quando babbo venne a darci la notizia. “Presto arriveranno due gemelli” ci disse. Io decisi subito che mi sarei presa cura di te. Mi chiamavi Nena. E io ti chiamavo Lele. Col tempo siete diventati 2 uomini forti. Adesso sei un angelo».

«Ho sentito il tuo spirito entrare dentro di me – ha continuato Marilena prestando la voce a Giovanni Acone, il fratello di Gabrile -. Adesso in me, nel mio cuore, ci sono due gemelli. Non sono più uno solo. Siamo stati compagni di giochi, avversari nelle sfide e alleati nelle marachelle. In una cosa però mi hai sicuramente superato: nella generosità e nella disponibilità che hai sempre avuto verso gli altri».

Altruista, semplice e sorridente. Così lo ricordano anche i tanti amici che ieri pomeriggio erano nella chiesa di San Piero. «L’allegria, la timidezza e la forza che hai sempre dimostrato nel raggiungere ciò che volevi, come il diploma di secondo livello per il soccorso o il viaggio in Brasile, ci danno la carica per continuare» hanno detto i ragazzi della Misericordia. Le sirene dell’ambulanza hanno squarciato il silenzio di piazza Gramsci all’uscita del feretro. Un applauso interminabile. E poi il grido “grazie” che s’è levato alto ed è rimbombato ovunque. Il corteo funebre ha accompagnato la bara dalla Misericordia al cimitero il Giardino per la sepoltura. Acone lascia papà Giuliano, mamma Nunzia, le sorelle Marilena e Loredana, il gemello Giovanni, le nipoti, la fidanzata brasiliana con cui da un anno divideva la vita, i volontari della Misericordia e i tanti amici sparsi dappertutto: di qua e di là dall’oceano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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