Il presidio
Allarme amianto, il sindaco emette una nuova ordinanza
MONTALE «Da giorni respiriamo lo spolvero delle lastre rotte: polveri che vengono sparse ovunque. A 200 metri da qui ci sono la scuola media e la scuola materna». La denuncia, sottoscritta da 38...
MONTALE
«Da giorni respiriamo lo spolvero delle lastre rotte: polveri che vengono sparse ovunque. A 200 metri da qui ci sono la scuola media e la scuola materna». La denuncia, sottoscritta da 38 cittadini montalesi, nei giorni scorsi è stata inviata ad Asl, vigili del fuoco, carabinieri del Noe, prefetto di Pistoia e sindaco di Montale. David Scatragli in queste ore firmerà la seconda ordinanza per la messa in sicurezza del tetto in eternit di via Risorgimento.
La copertura è stata sradicata dal vento lo scorso 7 febbraio. I cittadini intorno all’area, da oltre due settimane, aspettano un intervento che non arriva. E adesso spuntano anche i dubbi sulla proprietà della struttura. Il provvedimento del sindaco annunciato per oggi richiama i proprietari alla messa in sicurezza immediata dal tetto. Sette giorni di tempo, poi il Comune potrà intervenire direttamente sulle lastre d’amianto. Una possibilità ma non un obbligo a quanto pare. I cittadini intanto invocano la sicurezza pubblica. «Questo capannone (dismesso, ndr)– scrivono nella segnalazione – esiste da più di 50 anni ed è pericoloso in quanto coperto da 2000 metri quadri di eternit: una copertura su cui esistevano già rotture da svariati mesi. Ora c’è anche un allarme strutturale. Le grosse lastre infatti possono staccarsi e cadere, come è successo il 7 febbraio. Nonostante questo l’Asl continua a dichiarare “un discreto grado di compattezza” e “una limitata possibilità di cessione di fibre libere”».
I residenti della zona puntano il dito proprio contro l’Azienda sanitaria locale che, nel 2011, ha fissato la rimozione completa del tetto per ottobre 2012. Una data tardiva secondo i cittadini. I cedimenti della copertura infatti erano già stati segnalati in estate. «Abbiamo fatto tutto ciò che c’era da fare – dice Scatragli -. È pronta un’altra ordinanza per richiamare i proprietari all’intervento».
I costi a carico delle tasche pubbliche intanto continuano a lievitare. Oltre ai 7 mila euro per rimuovere i pezzi di amianto dalle strade a inizio febbraio, e i 2 mila di consulenze legali sborsati per far fronte a questa vicenda senza incappare in errore, il Comune si prepara alla spesa più grossa per intervenire là dove non arriva il privato. Il conto, ovviamente, sarà rimesso alla proprietà ma lo sforzo, per l’ente, resta pesantissimo. Senza contare i tempi lunghi della burocrazia.
I cittadini adesso invocano la rimozione immediata del tetto. «L’aggravarsi delle condizioni generali della copertura – spiegano – rende inadeguato il mantenimento del termine fissato a ottobre». In alternativa chiedono garanzie firmate da tecnici abilitati e dall’Asl sul fronte sicurezza e salute pubblica e una messa in sicurezza a regola d’arte.
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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